11/05/2016

Aborto in caso di stupro? No, è nato mio figlio

Live Action ha pubblicato la testimonianza di un uomo la cui moglie è stata stuprata ed è rimasta incinta: ma ha rifiutato l’aborto.

Il frutto di una violenza è diventato loro figlio, una benedizione.

Avevamo già raccontato la storia di questa famiglia coraggiosa, che ha deciso di portare avanti una gravidanza nonostante Jennifer, la moglie di Jeff Christie, avesse concepito il bambino in seguito ad uno stupro.  Avevamo ascoltato la voce di Jennifer.

Questa volta a dare la sua testimonianza è Jeff, il marito.

La giovane donna ha deciso assieme a suo marito di non ricorrere all’aborto, di tenere il bambino “frutto della violenza”. L’uomo spiega le ragioni che hanno spinto i due a dare, tra mille difficoltà psicologiche ed emotive, una possibilità alla vita.

Sapevamo che la gravidanza sarebbe stata difficile per Jen – scrive l’uomo – e non avevamo idea di quanto lo sarebbe stata, ma  abbiamo visto entrambi questo bambino come qualcosa di bello che veniva fuori da tutto quel male”. Il bambino è stato visto dalla coppia come una vera e propria benedizione.

Rebecca-Kiessling_aborto_stupro
Rebecca Kiessling, concepita a seguito di uno stupro, è una volontaria pro-life. Ha fondato l’associazione Save The One per sostenere le donne vittime di violenza che non vogliono ricorrere all’aborto.

La profonda sintonia spirituale ed emotiva con sua moglie ha spinto quindi Jeff a considerare il bambino come se fosse figlio di entrambi. Sua moglie ha subito una violenza orribile, ma il bambino è  assolutamente innocente.

Certo, non è stata una decisione semplice, anzi. Il marito di Jennifer racconta come ancora a distanza di anni, la rabbia per ciò che sua moglie ha dovuto subire riaffiori costantemente. Ma la rabbia passa improvvisamente guardando gli occhi del bambino che, scrive Jeff, “sono grandi e blu come quelli della sua mamma”.

Io e mia moglie stiamo per celebrare 21 anni di matrimonio. Quando l’ho sposata, le ho promesso che sarebbe stato nel bene e nel male, e la promessa voglio mantenerla”, racconta Jeff. La violenza subita da sua moglie è una delle difficoltà da cui, insieme, sono riusciti a venire fuori nel miglior modo possibile.

E il modo migliore, secondo Jeff, è stato riconoscere al bambino il diritto di nascere. “Quando guardo il bimbo negli occhi vedo fiducia e innocenza scrive l’uomo – e tantissimo amore: lui è come se fosse mio figlio, mi riconosce come papà, mi chiama papà, e questa è la sensazione più bella al mondo”.

Anastasia Filippi


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