30/10/2025 di Luca Marcolivio

Aborto. Ecco come le ostetriche hanno sconfessato l’assurda proposta di legge di Crisanti

Il Partito Democratico ha fatto i conti senza l’oste. La proposta di legge che porta la prima firma del senatore Andrea Crisanti vorrebbe di fatto modificare le competenze professionali delle ostetriche, permettendo loro di esercitare aborti, aggirando così l’eventuale presenza di medici obiettori nella struttura sanitaria. Ma c’è un “piccolo” dettaglio. Le prime a non essere d’accordo con tale modifica legislativa sono proprio le ostetriche, che attraverso la Federazione Nazionale degli Ordini della Professione di Ostetricia (FNOPO) non solo hanno apertamente sconfessato Crisanti - subito dopo la sua conferenza stampa di presentazione della proposta - ma hanno anche smentito a chiare lettere le sue menzogne argomentative.

Le ostetriche prendono le distanze

La presidente della Fnopo, Silvia Vaccari, ha dichiarato in una nota di essere stata contattata più di un anno fa, nel settembre 2024, dallo stesso senatore Crisanti, desideroso di sottoporre la bozza di legge alla valutazione proprio Federazione, «presupponendo che il testo potesse incontrare il nostro favore nell’interesse delle circa 22.000 Ostetriche/ci rappresentate/i». È stata tuttavia la stessa Federazione a «manifestare chiaramente al senatore proponente di avere ravvisato nella proposta legislativa suddetta insuperabili criticità, tali da non consentire nemmeno interventi di carattere emendativo su di essa». Al contrario, una serie di affermazioni rese da Crisanti nella sua conferenza stampa dello scorso 15 ottobre «risultano difformi dal vero e meritevoli di immediata confutazione», rimarca Vaccari. La proposta di legge di Crisanti «non è il frutto di una concertazione con la rappresentanza ordinistica degli esercenti la Professione Ostetrica», né vi sarebbe alcuna «immediata disponibilità (quasi un entusiasmo) delle/degli iscritte/i onde farsi carico e rilevare sulla loro figura professionale le prestazioni ad oggi - correttamente - incombenti sul Medico circa l’interruzione volontaria della gravidanza».

Professionalità non sovrapponibili

Sorvolando su «ulteriori inesattezze» pronunciate dal senatore dem in conferenza stampa, Vaccari ribadisce che le normative vigenti sull’esercizio della professione ostetrica sono già esaustive, pertanto «risulta del tutto incongruo, mediante singole disposizioni disomogenee, far transitare sull’Ostetrica le prestazioni di carattere indiscutibilmente Medico Chirurgico che attengono alle attività professionali mediante le quali si realizza l’interruzione volontaria di gravidanza». In altre parole, il medico e l’ostetrica sono «figure professionali diverse e con ambiti di attività e responsabilità differenziati, che si integrano e si completano, che sono formate per una sinergia sincronica e diacronica ma che non svolgono “compiti simili” o – come impropriamente sostenuto nella proposta di modifica legislativa – “sovrapponibili”».

Nessun “passaggio” di competenze

Un tale «passaggio di competenze» da medico a ostetrica, prosegue la presidente della Fnopo, «non migliora i livelli di applicazione della Legge n° 194/1978 e non valorizza l’autonomia e la dignità della nostra Professione né va incontro ai bisogni di salute della donna in tutte le fasi della sua vita ed anche nel supporto informativo, sanitario ed emotivo rispetto alle scelte abortive». Inoltre, come se non bastassero tali smentite, subito dopo le affermazioni di Crisanti in conferenza stampa, Vaccari ha provveduto a dare notizia alla Presidenza e la Vice Presidenza della Commissione Affari Sociali, Sanità, Lavoro Pubblico e Privato e Previdenza Sociale del Senato circa la totale estraneità e contrarietà della Fnopo a questa iniziativa legislativa.



 

 

 

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