09/12/2014

10.000 firme in 10 giorni per la famiglia

Il Forum delle Associazioni familiari di Brescia scrive una lettera aperta al Sindaco ed al Consiglio Comunale chiedendo di dedicare attenzione e risorse alla famiglia, di riconsiderare l’adesione alla Rete Ready e di non istituire un Registro delle coppie di fatto.

Ed è un coro di approvazione: 10.000 firme raccolte a Brescia e provincia in soli 10 giorni! Certo, “una minoranza di italiani”, come scrive nel proprio comunicato il gruppo Orlando dell’Arcigay di Brescia, ma un numero decisamente ragguardevole considerati i tempi ristretti e tenendo conto che, per fare un esempio, il comitato “Nuove famiglie uguali diritti”, a cui Arcigay Orlando ha aderito, ha esibito a sostegno dell’istituzione del Registro succitato poco più di 2.500 firme (di cui solo 1.000 nella città di Brescia) in tre mesi. Non vi è, secondo il Forum, alcuna necessità di questo Registro, “considerato che il vigente ordinamento giuridico garantisce già alle coppie di fatto diritti di convivenza atti a realizzare interessi meritevoli di tutela (art 1322 C.C.)”.

Altro punto cruciale nella lettera aperta è il “disagio” per l’adesione alla Rete RE.A.DY. , arrivata del tutto inaspettata con la Delibera di Giunta n.435 del 22 luglio 2014 (eludendo quindi una discussione in Consiglio Comunale o un confronto con la cittadinanza). RE.A.DY. sta per “ Rete Nazionale delle Pubbliche Amministrazioni Anti Discriminazioni per orientamento sessuale e identità di genere”. Ma, potrebbe pensare un lettore un po’ distratto sulle attività LGBT, allora il Forum non si oppone alle discriminazioni?! Tutt’altro, e la lettera è chiara sin dalle battute di apertura:

“E’ nostro impegno di evitare, per intima convinzione, qualsiasi forma di discriminazione. La nostra capacità di accoglienza è suffragata dalla testimonianza delle famiglie che ogni giorno sono impegnate nel compito di costruire legami e relazioni profonde e significative rispettando tutti i soggetti che vivono dentro e fuori la famiglia”.

E nella parte finale si ribadisce:

“chiediamo vengano progettate azioni che escludano realmente comportamenti discriminanti”.

Perché allora opporsi alla Rete RE.A.DY.? Perché una lettura attenta della Carta d’Intenti consente di cogliere i reali obiettivi, sintetizzabili nella promozione della cultura LGBTQI.

Orlando_Arcigay_contestazione_Brescia_petizioneIn seguito al successo riportato dall’iniziativa del Forum e dalla crescente presa di coscienza tra i cittadini comuni di quanto sta accadendo, l’Arcigay Orlando di Brescia non ha esitato a diffondere un proprio piccato comunicato in cui, oltre alle solite e scontate accuse di omofobia ed alla retorica ormai consueta, i sottoscrittori della raccolta firme pro famiglia vengono presentati come “una minoranza di italiani che firmano una lettera per esprimere dissenso verso una decisione della giunta di un comune che si è limitata, aderendo alla rete Re.a.dy, a dare attuazione all’articolo 3 della Costituzione”.

Curioso che chi ha raccolto 2.500 firme in 3 mesi accusi chi ne ha raccolte 10.000 in 10 giorni di essere una minoranza (e poi, le minoranze non hanno forse diritto di espressione? Ahi, ahi Arcigay!). Non meno curioso è il citato art. 3 della Costituzione che (come ben sa anche una matricola di giurisprudenza) è volto ad evitare equiparazione tra fattispecie diverse e trattamenti diversi tra fattispecie identiche. Non contenti della propria performance giuridica, gli attivisti LGBT bresciani si spingono oltre, non capendo “come mai i difensori della famiglia che definiscono naturale parafrasando l’art. 29 Costituzione senza un minimo di competenza giuridica (l’articolo 29 intende la famiglia come “società NATURALE fondata sul matrimonio” e non vi è dubbio su quanto avessero in mente i Padri costituenti in merito – n.d.r.), utilizzino il loro tempo per combattere una crociata contro le coppie lesbiche e gay invece di promuovere campagne e azioni per il sostegno alle famiglie numerose o con figli disabili”. Ringraziamo l’Arcigay Brescia per la consulenza giuridica fornita (invitandoli a ripresentarsi al prossimo appello di diritto costituzionale). Per quanto ci sembra che si sfiori il ridicolo nell’indicare ad altri quali dovrebbero essere le priorità, facciamo presente che il Forum già da anni è attivo su quei fronti.

Infine, nel comunicato, tutti i bresciani che si oppongono alle “discriminazioni” (come le intendono loro) vengono invitati ad un presidio in Piazza Vittoria il 13 dicembre che, casualmente, si svolgerà proprio un’ora prima della veglia delle Sentinelle in Piedi nella piazza adiacente (Piazza Duomo).

Una bruciante sconfitta per l’ “Orlando Comitato territoriale Arcigay” che, non riuscendo ad organizzare un’opposizione concreta fondata su argomenti ragionevoli, non può che proseguire con slogan e motivazioni ideologiche ormai rivelatesi infondate (e ridicole).

Cosa trarre da questa vicenda? L’incoraggiamento a prendere iniziative, a sollecitare la comunità a riflettere e ad essere propositivi, come il Forum delle Associazioni Familiari ha fatto, coagulando intorno alla propria lettera tutti quei cittadini che davvero hanno a cuore il bene della famiglia, della comunità e delle future generazioni.

Elia Buizza

 

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