12/09/2019

Accordi fra Toscana e pro life, femministe protestano in pigiama

Non molti mesi fa, avevamo parlato degli accordi «di proficua collaborazione» che la Regione Toscana aveva stretto con il Forum delle associazioni “pro vita”.  Essi avevano come fine quello di «offrire alle famiglie maggiore opportunità di ascolto, orientamento e sostegno» e di «rimuovere le cause» dell’aborto volontario, grazie anche alla possibilità per i pro life di accedere ai consultori pubblici.

Indignata, l’associazione femminista “Non una di meno”, insieme ad altre, saputo dell’accordo ha deciso di occupare ed interrompere il Consiglio regionale «e continueranno a farlo ad oltranza. Fino a quando la Regione Toscana non deciderà di stralciare l’accordo con il Forum delle associazioni pro vita».

Ora, apprendiamo dall’agenzia Dire che un gruppo di femministe della medesima associazione si sono presentate in pigiama ad interrompere il Consiglio regionale, mostrando cartelli con su scritto: «Io non dormo» e «Nessun dorma».

Le manifestanti non sono state ammesse all’aula consiliare, per via dell’abbigliamento ritenuto non consono al luogo, ma non demordono affatto nel loro intento: «Non dormiremo fin quando non verrà cancellata definitivamente» l’intesa, affermano.

Ma cosa c’è di tanto pericoloso, nel fatto che i pro life possano accedere ai consultori pubblici, da suscitare tali reazioni? Rimuovere le cause dell’aborto volontario non significa togliere qualcosa alla libertà delle donne; anzi, vuol dire far sì che esse non abortiscano perché costrette.

La gravidanza è un momento molto delicato della vita di una donna ed è fondamentale che essa abbia a disposizione tutta l’assistenza sanitaria, psicologica ed economica di cui ha bisogno e senza la quale rischierebbe di vedere l’aborto come l’unica scelta possibile.

Quel che i pro life fanno, quindi, oltre ad informare le donne sulle possibili conseguenze dell’aborto volontario sulla loro salute fisica e psichica, è offrire un’alternativa che possa tutelare la vita, la salute e la dignità di mamma e bimbo.

 

di Luca Scalise

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