30/08/2019

WCF 2019: Lgbt ancora ossessionati dallo “spettro di Verona”

Anche ora che il governo giallo-verde è ormai alle spalle e si prospetta una nuova maggioranza assolutamente favorevole alle istanze arcobaleno, nel mondo lgbt è ancora vivo lo spauracchio del Congresso Mondiale delle Famiglie. A distanza di cinque mesi esatti dalla tre giorni di Verona, che ha visto la nascita di Pro Vita & Famiglia, Gaynews ha riportato con malcelato allarme una mail indirizzata da Brian Brown, presidente dell’International Organization for Family (IOF) a Joseph Grabowski, direttore esecutivo dello stesso IOF.

Nella missiva, datata 21 agosto, Brown sottolineava i «venti di cambiamento» che «stanno soffiando nella nostra direzione, facendo avanzare il movimento pro-family». Il riferimento esplicito è alla «ampia vittoria» della Lega di Matteo Salvini – tra i sostenitori di maggior rilievo del Congresso Mondiale di Verona – che, in tal modo, renderebbe «le forze pro-family in grado di giocare un ruolo determinante nel plasmare la politica italiana nell’immediato futuro e, forse, anche di ottenere la maggioranza in Parlamento, se si dovesse andare a nuove elezioni». Brown ha anche parole di elogio per il neo-presidente del Guatemala, Alejandro Gianmattei, descritto come «solido conservatore a favore della famiglia», pro-life e deciso sostenitore del «matrimonio quale unione tra un uomo e una donna», e per il premier ungherese Viktor Orbán, impegnato anche contro la cristianofobia.

Al contempo, il presidente dell’IOF non nasconde la propria preoccupazione per la controffensiva dei poteri forti, nemici dalla famiglia, dal «miliardario George Soros» ai media mainstream, che diffondono fake news e che «hanno orchestrato diversi pezzi di successo contro di noi progettati per ridurre la nostra credibilità».

Prendendo atto del «bilancio complessivo annuo di 216 milioni di dollari» (aggiornato al 2015) del IOF, cui si aggiungerebbero i 200 mila dollari già ricevuti da benefattori privati, Gaynews parla di «un intreccio tra Iof-Wcf e scenari governativi dei singoli Paesi sempre più stretto» che, alla luce di detti finanziamenti, sarebbe in grado di «condizionare le politiche di sempre più nazioni».

Gaynews, come altri media legati alla galassia lgbt, conferma una vera e propria “ossessione” per il Congresso Mondiale delle Famiglie e per tutte le realtà ad esso collegate, da Pro Vita & Famiglia al Comitato Difendiamo i Nostri Figli. È come se, senza l’acerrimo nemico pro family, venisse a mancare la loro ragione sociale. Quei “medioevali” e “minus habens” tanto disprezzati nel recente passato sono ora fortemente temuti. Forse fanno paura i sostegni politici guadagnati. Forse, ancora di più, fanno paura i soldi raccolti e l’appoggio delle famiglie comuni.

È proprio qui il discrimine: anche in assenza di lobby lgbt, anche se il gender fosse definitivamente debellato da tutti i programmi educativi, l’IOF e Pro Vita & Famiglia avrebbero sempre e comunque ragione di esistere, perché la famiglia è una realtà unicamente costruttiva, una realtà che preesiste a chi la contrasta, una realtà senza la quale l’uomo rimarrebbe privato della sua bussola esistenziale, della sua stella polare. Al contrario, per soggetti anti-identitari per eccellenza, quali Arcigay, Gaynews e simili, l’obiettivo fondamentale è quello di decostruire la famiglia e tutti i presunti “stereotipi” ad essa connessi.

Nessuna loro azione avrebbe senso se non fosse finalizzata a combattere il proprio nemico. Nessuna meraviglia, dunque, nel vederli in apprensione di fronte a un avversario vivo, vegeto e, nonostante tutto, in ottima salute.

Luca Marcolivio

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