Pubblichiamo la trascrizione integrale della Lettera alle famiglie del Ministro dell'Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara, diffusa dal Ministero in occasione dell'avvio dell'anno scolastico 2026/2027. Nella lettera il Ministro illustra alle famiglie le nuove disposizioni sul consenso informato introdotte dalla legge n. 104/2026. Ne chiarisce inoltre il rapporto con l'educazione al rispetto e indica che cosa prevede la norma e che cosa, a suo dire, non cambia nell'attività didattica.
Care famiglie,
in occasione dell'avvio del nuovo anno scolastico, il Ministero dell'Istruzione e del Merito ritiene importante fornirvi alcune informazioni sulle nuove disposizioni in materia di consenso informato introdotte dalla legge 9 giugno 2026, n. 104 e, soprattutto, chiarire il loro rapporto con uno degli obiettivi fondamentali della scuola: l'educazione al rispetto.
L'educazione al rispetto della persona, alle relazioni corrette e responsabili, all'empatia e al contrasto di ogni forma di violenza e discriminazione costituisce infatti un elemento centrale dell'azione educativa della scuola.
Proprio per questo, nelle Linee guida per l'insegnamento dell'Educazione civica, in vigore dall'anno scolastico 2024/2025, e nelle nuove Indicazioni nazionali per la scuola dell'infanzia e il primo ciclo, entrate a regime con l'anno scolastico 2026/2027, il Ministero ha voluto che questi temi diventassero, per la prima volta, un obiettivo esplicito e obbligatorio del percorso educativo.
È all'interno delle Linee guida e delle Indicazioni nazionali che devono essere lette le nuove disposizioni sul consenso informato, che riguardano esclusivamente determinate attività extracurricolari o di ampliamento dell'offerta formativa e non modificano gli insegnamenti previsti.
Che cosa prevedono le nuove disposizioni
Nella scuola dell'infanzia e nella scuola primaria sono escluse attività extracurricolari o di ampliamento dell'offerta formativa riguardanti temi inerenti alla sessualità.
Questo non modifica quanto previsto dalle Indicazioni nazionali. I bambini continueranno, con contenuti e linguaggi adeguati alla loro età, a sviluppare una prima conoscenza del corpo umano e delle differenze tra i due sessi. Nella scuola primaria questo percorso prosegue fino alla conoscenza degli apparati del corpo umano, compresi quelli sessuali, e alle prime informazioni sulle funzioni riproduttive.
Nella scuola secondaria di primo e secondo grado potranno essere svolte attività extracurricolari o di ampliamento dell'offerta formativa che affrontano temi legati alla sessualità, ma sarà necessario il consenso informato preventivo e scritto dei genitori o dello studente stesso, se maggiorenne. Il consenso riguarda, in particolare, le attività che trattano le teorie sull'identità di genere, anche quando le tematiche vengano affrontate indirettamente nell'ambito di altri argomenti.
Informazione, trasparenza e libertà educativa
Prima dello svolgimento dell'attività, la scuola dovrà comunicare con chiarezza le finalità e gli obiettivi educativi e formativi, i contenuti, gli argomenti affrontati e le modalità con cui verrà realizzata. I genitori potranno prendere visione del materiale didattico che sarà utilizzato e dovranno essere informati dell'eventuale presenza di esperti esterni, di cui, per trasparenza, saranno forniti i nominativi e i relativi curricula. La richiesta del consenso dovrà essere comunicata dalla scuola entro il settimo giorno precedente alla data prevista per l'attività.
Il consenso dovrà essere espresso in forma scritta prima dell'attività. Se non viene dato e si tratta di un'attività extracurricolare, lo studente non vi prenderà parte. Se, invece, l'iniziativa rientra nell'ampliamento dell'offerta formativa, la scuola garantirà un'attività formativa alternativa, affidata a propri docenti, e dovrà comunicarne preventivamente la natura alla famiglia.
Gli eventuali esperti esterni dovranno possedere una comprovata esperienza professionale, scientifica o accademica. La loro individuazione dovrà avvenire attraverso gli organi della scuola e tenere conto dell'adeguatezza dei contenuti rispetto all'età e al grado di maturazione degli studenti. In caso di studenti minorenni, sarà sempre garantita la presenza di un docente.
Che cosa non cambia
È importante ribadirlo con chiarezza. Non è vero che nelle scuole non si parlerà più di sessualità. Gli insegnamenti previsti dalle Indicazioni nazionali e dalle Linee guida continueranno a essere garantiti.
Nell'insegnamento delle Scienze continueranno a essere affrontati la conoscenza degli apparati e delle funzioni riproduttive, il concepimento, le trasformazioni legate allo sviluppo puberale e i rischi delle malattie sessualmente trasmissibili. Si tratta di contenuti curricolari che, proprio per questo, non richiedono il consenso informato.
E, soprattutto, non viene meno l'educazione al rispetto. La scuola continuerà a educare ragazze e ragazzi al rispetto della persona e dei suoi confini, alla capacità di riconoscere e rispettare la volontà dell'altro, alla responsabilità nelle relazioni e al rifiuto di ogni forma di violenza, discriminazione e sopraffazione.
Il consenso informato non sottrae, dunque, contenuti e ruolo alla funzione educativa della scuola. Introduce maggiori strumenti di informazione e trasparenza e consente alle famiglie di esercitare consapevolmente la propria responsabilità educativa, nel pieno rispetto delle prerogative della scuola.
Scuola e famiglia condividono una responsabilità fondamentale: accompagnare ragazze e ragazzi nella crescita, aiutandoli a diventare persone libere, consapevoli e responsabili. È su questa alleanza educativa, fondata sulla conoscenza, sulla trasparenza e soprattutto sul rispetto, che intendiamo continuare a costruire la scuola italiana.
Buon anno scolastico alle ragazze e ai ragazzi, alle loro famiglie, agli insegnanti, ai dirigenti e a tutto il personale della scuola.