26/10/2026 di Redazione

Perugia, il festival della Regione che entra nelle aule e spinge l'agenda Lgbtq+ a scuola

Ideato e promosso dalla Regione Umbria, accreditato sulla piattaforma SOFIA del Ministero come formazione per gli insegnanti, "Ricreazione" ospita alcuni appuntamenti sull'educazione sessuo-affettiva curati da realtà arcobaleno.

Da giovedì 29 ottobre a domenica 1° novembre il centro storico di Perugia ospita "Ricreazione", il festival della scuola pubblica, democratica, coraggiosa, come viene chiamato dagli stessi organizzatori. Ma non è un'iniziativa associativa: il festival è stato ideato e promosso dalla Regione Umbria e co-organizzato dal Comune di Perugia. Un festival che non entra nelle classi, ma si rivolge direttamente (udite, udite) agli insegnanti: è accreditato sulla piattaforma ministeriale SOFIA come corso di aggiornamento, con due percorsi aperti ai docenti di ogni ordine e grado, dalla scuola dell'infanzia alla secondaria. Ed è proprio agli insegnanti che parleranno alcuni appuntamenti del festival dedicati all'educazione sessuo-affettiva.

Il workshop sul consenso informato

Salta ancora più all’occhio quanto in programma sabato 31 ottobre alle 11.30. Si chiama "Workshop per l'educazione sessuo-affettiva: autotutela, libertà e prevenzione" ed è condotto da Monica Pasquino e Samanta Picciaiola, presidente e vicepresidente della rete Educare alle differenze, una realtà che già ben conosciamo per i chiari intenti a favore dell'agenda Lgbtq+. La stessa descrizione ufficiale dell'evento non lascia molto spazio all'immaginazione: il laboratorio, infatti, promette un lavoro pratico per «attraversare divieti, consenso informato e tentazioni di autocensura», attraverso casi concreti e «strategie di autotutela». L'obiettivo dichiarato è capire quali spazi ci sono, «come difenderli e come allargarli», in quella che il programma definisce una scuola «sempre più sotto controllo». Il giorno prima, venerdì 30, Pasquino, presidente di Scosse, affiancherà Giorgia Fusacchia, anch’essa socia dell'associazione Scosse – realtà ben nota per essere palesemente pro Lgbtq+ – in "Dagli un nome", un laboratorio sull'educazione sessuo-affettiva con attività da sperimentare e «da portare in classe». Tornando a sabato, invece, nel pomeriggio un altro incontro, dal titolo "L'urgenza di un'educazione sessuo-affettiva", presenterà quest'ultima come «un'urgenza democratica, non un tema divisivo».

Un rischio per la legge Valditara?

Il “bersaglio” sembra essere abbastanza chiaro: la legge 9 giugno 2026, n. 104, in vigore dal 7 luglio, ovvero la cosiddetta legge Valditara sul consenso informato. La norma, infatti – lo ricordiamo – obbliga finalmente le scuole a chiedere il consenso informato preventivo delle famiglie sia per le attività extracurriculari che per gli ampliamenti dell’offerta formativa sui temi legati all’ambito della sessualità, mettendo a disposizione il materiale didattico e tutte le info e i dettagli che riguardano eventuali associazioni ed esperti esterni, mentre esclude certi temi per la scuola dell'infanzia e la primaria. Il festival, accreditato anche per i docenti di quei due ordini di scuola, offre dunque uno spazio in cui chi ha combattuto la legge e vuole continuare a combatterla spiega agli insegnanti come muoversi attorno a essa. Non a caso, sulla norma Valditara, la stessa Pasquino aveva parlato al quotidiano "Domani" di «uno Stato che ha paura della scuola».

Chi sono i protagonisti

Educare alle differenze si presenta nel programma come una rete di sedici associazioni di cui fanno parte, tra le altre, Famiglie Arcobaleno e Agedo, e ha più volte, in passato, chiesto l'educazione affettiva in tutte le scuole, per tutte le età e senza mai citare il consenso informato né, tantomeno, sostenerlo. Scosse, invece, è l'associazione già ampiamente conosciuta per le sue iniziative, sicuramente ideologizzante in senso Lgbtq+, che da anni cura il catalogo "Leggere senza stereotipi", una selezione di libri per bambini fin dalla prima infanzia pensata per superare la cosiddetta "rappresentazione stereotipata" dei sessi, dei loro ruoli e dei modelli familiari. In tutto ciò, da segnalare anche che il direttore artistico del festival è lo scrittore e insegnante Christian Raimo, lo stesso che nel novembre 2024 fu sospeso per tre mesi dall'Ufficio scolastico regionale del Lazio per alcune frasi pronunciate contro il ministro Valditara, provvedimento che poi, nell’ottobre 2025, in primo grado, il tribunale del lavoro di Roma ha ridotto da tre mesi a dieci giorni, ma ne ha anche confermato la legittimità. In particolare quel provvedimento arrivò in relazione a una sua affermazione che aveva indicato Valditara come «bersaglio debole da colpire», proprio come «la Morte Nera di Star Wars». Parole che furono pronunciate durante un dibattito alla festa nazionale di Avs dal titolo "Proteggiamo la scuola da Valditara". Lo stesso Raimo, candidato con Avs alle ultime Europee ma non eletto, aveva rivolto al ministro altri epiteti pesanti come «cialtrone, lurido, repressivo e pericoloso».

Un festival politico

Che si tratti di un'operazione politica lo dicono gli stessi promotori. Alla presentazione, infatti, il sindaco di Perugia Vittoria Ferdinandi ha definito il festival «uno degli atti politici più importanti e necessari». Insomma, proprio lo scenario tipico da cui Pro Vita & Famiglia aveva messo in guardia all'indomani dell'approvazione della legge e che rischia di portare insegnanti ed educatori ad aggirare o a boicottare la norma. Una possibilità, purtroppo concreta, contro cui eravamo e siamo preparati. Per questo è uscita la nostra Guida – la prima del genere mai fatta – sul consenso informato per i genitori (CLICCA QUI PER RICEVERLA), proprio per dare a questi ultimi tutte le informazioni e gli strumenti necessari a far valere il proprio diritto alla libertà educativa e a monitorare costantemente tutto ciò che avviene e che viene proposto nelle scuole dei propri figli. Perché fidarsi è bene, non fidarsi è meglio!

 

 

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