04/03/2019

USA: niente più fondi dei contribuenti a Planned Parenthood

Con l’amministrazione Trump è vita sempre più dura per Planned Parenthood. Il presidente degli Stati Uniti ha firmato nei giorni scorsi un decreto che definanzia parzialmente la catena di cliniche abortiste, privandola di 60 milioni di dollari dei contribuenti. Finora Planned Parenthood ha ricevuto dai 50 ai 60 milioni annui grazie al Titolo X (programma federale che sovvenziona i servizi di pianificazione familiare per le famiglie a basso reddito) ma da oggi le cose cambieranno drasticamente.

Se all’indomani del suo insediamento Trump aveva annullato i finanziamenti federali agli organismi che promuovono l’aborto e la pianificazione familiare a livello internazionale, da oggi la scure si abbatte anche sui medesimi soggetti che operano sul territorio nazionale, segnando così una svolta epocale. Secondo la nuova direttiva, denominata Protect Life Rule, che entrerà in vigore nel giro di sessanta giorni, le organizzazioni che ricevono finanziamenti del Titolo X hanno 120 giorni di tempo per separare economicamente i fondi destinati ad aborto e pianificazione familiare, di modo che questi ultimi non siano sovvenzionati dai soldi dei contribuenti. Oltre che dei finanziamenti pubblici, le cliniche saranno private della facoltà di fornire informazioni su dove ottenere l’aborto.

«Oggi l’amministrazione Trump ha compiuto un primo passo fondamentale nella giusta direzione», ha dichiarato alla Catholic News Agency, la presidente della March for Life, Jeanne Mancini. «L’aborto non è l’assistenza sanitaria», ha aggiunto la Mancini, «ma per decenni il governo federale ha volontariamente sostenuto l’aborto sovvenzionando il settore con centinaia di milioni di dollari di tasse ogni anno». Il presidente Trump ha mantenuto la parola data lo scorso maggio, quando preannunciò lo stralcio dei finanziamenti del Titolo X destinati a Planned Parenthood.

Con questa decisione la Casa Bianca, si legge in una nota, «aumenterà il numero dei pazienti assistiti e migliorerà la qualità della cura offerta», implementando anche gli sforzi per proteggere donne e bambini dall’abuso e dalle molestie sessuali. Grazie al Protect Life Rule, oltretutto, i fondi in precedenza destinati all’aborto, saranno riallocati verso le strutture che prestano assistenza sanitaria alle donne, senza praticarlo.

Una simile riforma del Titolo X era stata varata già negli anni ’80, ai tempi dell’amministrazione Reagan, con la proibizione dei finanziamenti alla pratica abortiva, tranne che in caso di pericolo di vita per la donna. La normativa era stata confermata dalla Corte Suprema nella sentenza Rust vs. Sullivan del 1991, salvo poi essere disattesa dall’amministrazione Clinton.

Sotto la presidenza di Donald Trump viene ripristinata l’impostazione pro life del Titolo X, che, del resto, riflette l’andamento dell’opinione pubblica: secondo un recente sondaggio, infatti, il 54% degli americani si proclama contrario a finanziare l’aborto con le proprie tasse, mentre solo il 39% sarebbe favorevole alla medesima operazione.

Luca Marcolivio

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