29/01/2022 di Luca Volontè

Usa. La denuncia dei pro-life neri: «Ecco come l’aborto è razzista»

Il leader pro-vita ed ex giocatore della NFL, Benjamin Watson, è stato il testimonial d’eccezione della protesta anti aborto dei giorni scorsi negli USA.

Watson ha parlato alla proiezione del suo nuovo film pro-vita "Divided Hearts of America", da pochi giorni on-line, che parla delle divisioni sociali e politiche nel paese e della sua passione pro life.

"Se si guardano le statistiche – ha detto - la comunità nera è molto, molto religiosa. Noi abbiamo il desiderio di onorare la vita" ha dichiarato alla presentazione del suo film. I pro-vita, ha detto Watson, dovrebbero cercare di capire altre questioni importanti per la comunità nera, tra cui il divario di ricchezza razziale e le disparità di disoccupazione, come mezzo per fondare le posizioni pro-vita che sono appunto preoccupazioni ampiamente condivise tra la comunità nera.

"Molti di noi hanno a cuore la vita", ha aggiunto. Watson è padre di sette figli ed è uno schietto sostenitore della vita, oltre ad essere noto per aver giocato nella National Football League per 15 stagioni. Il film documentario esplora la questione della vita da diversi punti di vista, comprese le questioni razziali delle cliniche abortive nei quartieri a maggioranza nera, e le interviste ai leader religiosi neri e pro-vita, nonché ai membri dei media.

"La comunità nera è per la maggior parte pro-vita nel senso di essere a favore della vita e contro l'aborto”, ha detto, aggiungendo che l'etichetta pro-vita "è arrivata a significare qualcosa di totalmente diverso dall'essenza di ciò che è". Watson ha anche fatto parte di una coalizione di leader neri che hanno inviato una lettera al capo di Planned Parenthood, Alexis McGill Johnson, definendo l'organizzazione ipocrita per aver "preso di mira" le comunità nere per gli aborti, mentre allo stesso tempo professava di sostenere le richieste di giustizia razziale.

Negli stessi giorni l’associazione pro life CURE ha ricordato in un suo report che “ogni giorno bambini di ogni etnia - ma sproporzionatamente neri - vengono uccisi dall'aborto nei modi più orribili che si possano immaginare. I sostenitori dell'aborto e i loro alleati nei media cercano di bloccare l'esposizione di questa macabra realtà. Troppi governatori, procuratori generali di stato e funzionari di agenzie pro-aborto non hanno interesse a indagare o regolare l'industria dell'aborto. I sostenitori pro-vita devono raddoppiare gli sforzi per persuadere i funzionari a tutti i livelli di governo a indagare sull'industria dell'aborto e a reindirizzare i fondi lontano da Planned Parenthood e da altri fornitori di aborti”.

Per tutta risposta a questa protesta e a queste semplici evidenze statistiche, nel comunicato di celebrazione della sentenza Roe vs. Wade, il Presidente Biden e la Vice Presidente Harris si sono impegnati a promuovere ancor più l’accesso incondizionato all’aborto per ‘evitare il razzismo’.

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