10/06/2019

USA, in Louisiana un’altra democratica pro life: Katrina Jackson

Donne coraggiose? Eccone una! La deputata democratica al Congresso della Louisiana, Katrina Jackson, è una donna che non ha paura di affermare e difendere la verità sulla vita umana e il suo inizio sin dal concepimento, sulla dignità del concepito e anche sulla piaga tremenda dell’aborto. La Jackson è apparsa in una serie di interviste negli ultimi giorni per difendere la nuova legge dello Stato della Louisiana che, sebbene non lo elimini del tutto, limita fortemente l’aborto,  dicendo che l’aborto è il «genocidio moderno».

 Dal mese scorso la Louisiana è diventato il sesto Stato che ha approvato forti limiti all’aborto e il divieto assoluto, dopo che sia stato rilevato un battito cardiaco fetale, di solito verso la sesta settimana di di gravidanza. Lo scorso 3 giugno, il governatore democratico Edwards aveva firmato la legge, dicendosi orgoglioso di averlo fatto e di non aver mai nascosto le sue ferme convinzioni pro life. Edwards è l’unico governatore democratico nel profondo sud e l’unico che si oppone all’aborto, è il miglior candidato per i democratici che sperano nella sua rielezione questo autunno. In Mississippi, i democratici hanno buone possibilità per eleggere un loro governatore, ma anche in questo Stato pro life, il loro candidato è il procuratore generale Jim Hood, che si definisce «fermamente favorevole alla vita» e sta difendendo vigorosamente la nuova legge, entrata in vigore lo scorso marzo e bloccata nei giorni scorsi da un giudice federale, che limita fortemente l’aborto nel suo Stato.

Uno scontro aperto esiste ed esploderà all’interno dei democratici, tra la combattiva minoranza pro life e la stragrande maggioranza che invece considera l’aborto un ‘diritto non-negoziabile’. In questo contesto, le dichiarazioni della Jackson dei giorni scorsi dimostrano un coraggio e una determinazione molto rare in politica.

«Penso che l’aborto mitiga il potere di voto della nostra razza, danneggia il potere della nostra razza nel censimento, lo considero davvero un genocidio moderno», ha dichiarato la Jackson, donna afroamericana, in una intervista alla NBC News di martedì.

«In Louisiana ... la maggioranza dei democratici in Congresso è a favore della vita, ci riferiamo a noi stessi come difensori della vita, non è difficile per noi, è il nostro valore cristiano, la nostra credenza; sono sinceramente convinta che l’aborto sia sbagliato perciò devo lottare per questo», ha detto in una intervista a Fox News lunedì scorso.

Per avere una idea del coraggio di questa donna, vi basterà leggere le reazioni che sono piovute addosso al suo governatore dopo la firma della legge:

La speaker Nancy Pelosi (D-Calif) e il Ceo del comitato nazionale democratico Seema Nanda, così come diversi candidati alla presidenza, hanno tutti condannato Edwards per aver firmato la legge sull’aborto. «Attacchi pericolosi al diritto costituzionale delle donne all’aborto sono oltraggiosi, non importa da quale partito provengano», ha twittato la candidata democratica alle prossime elezioni presidenziali Sen. Kamala Harris, «non sosterrò mai nessun candidato democratico che limiti l’aborto».

Quale insegnamento traiamo? Ebbene, la promozione della vita e la tutela della dignità umana del concepito non sono né questioni di (sola) fede né questioni di partito politico, vanno oltre e ben più profondamente interrogano la ragione e lo scopo dell’impegno personale di ciascuno, la vita privata come quella pubblica. È necessario però il coraggio, e dobbiamo ammettere che questa piccola minoranza di donne e uomini del partito democratico americano, stanno dimostrando un coraggio da leoni, mettendo al primo posto il bene e la dignità del più debole e non certo la propria poltrona.

Luca Volontè

Fonte: NBCnews

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