Usa, imbrattata sede pro life di Austin

«Bugiardi» è la scritta che i pro life del centro di gravidanza Austin LifeCare hanno trovato sui muri della propria sede di Austin la scorsa settimana, come racconta un articolo di Life News. «Dopo tutto, ci è stata scagliata una pietra sulla finestra solo un paio di mesi fa», commenta il responsabile del centro, Andy Schoonover.

È curioso notare con quanta violenza i sedicenti promotori della libertà aggrediscono, insultano, minacciano, vilipendono e molto altro ancora. Dicono, infatti, che nei pro life vedono un ostacolo all’emancipazione della donna, alle sue scelte, al suo progresso sociale.

Ma vediamo un po’ che cosa fanno di tanto ostile questi retrogradi “contro” le donne: dicono che nel grembo materno c’è un bambino che ha diritto a vivere, informano le donne sui gravi rischi alla salute fisica e psichica che provoca l’aborto volontario, organizzano attività di sensibilizzazione, si prendono cura dei casi concreti di donne in difficoltà a portare avanti una gravidanza.

I centri pro life, come quello di Austin, servono a dare alle donne un’alternativa all’aborto, a fornirgli tutte le cure ed il sostegno di cui hanno bisogno loro ed i loro piccoli. Di contro, i sostenitori dell’aborto quali alternative offrono? Nessuna. Quali aiuti a chi vuol tenere il bambino? Nessuno. Quali informazioni sulle possibili conseguenze dell’aborto volontario? Nessuna. E, quindi, quali libertà offrono alle donne? Nessuna. Chi dei due, dunque, costituisce di più una minaccia per le donne?

Infine, come si evince dalla scritta con cui il centro di gravidanza di Austin è stato imbrattato, i pro life sono accusati di mentire, quando affermano che la vita umana inizia con il concepimento. Ma anche i più autorevoli manuali di letteratura scientifica lo confermano. Dunque, in definitiva, chi sono i «bugiardi»?

 

di Luca Scalise

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