04/09/2025 di Redazione

Usa. Il Dipartimento Salute taglia 122 milioni a progetti LGBT e DEI

Il Dipartimento della Salute e dei Servizi Umani (HHS) degli Stati Uniti, guidato da Robert F. Kennedy Jr., ha deciso di bloccare quasi 122 milioni di dollari destinati a 195 progetti di ricerca incentrati su tematiche LGBT e sulla cosiddetta Diversità, Equità e Inclusione (DEI). Una scelta motivata dalla volontà di non sprecare i soldi dei contribuenti in iniziative giudicate ideologiche, poco utili per la salute pubblica e spesso di chiaro stampo propagandistico pro-gender.

Tagli a progetti ideologici

Molti dei finanziamenti soppressi erano legati a ricerche che prendevano di mira gruppi minoritari sessuali o etnici, con finalità più politiche che scientifiche. Tra i casi più eclatanti vi è un progetto della Drexel University di Filadelfia, che aveva ricevuto 4,6 milioni di dollari per sostenere “docenti diversificati” - qualsiasi cosa voglia dire - nel campo della ricerca sulle disuguaglianze sanitarie. Tra i progetti bloccati figura anche quello dell’Università della Virginia, che avrebbe speso 2,4 milioni di dollari per studiare “biomarcatori neuroevolutivi” nell’autismo di ragazze e persone gender-diverse. 

Ricerca piegata all’agenda Lgbt

Molti dei progetti cancellati, inoltre, erano cuciti su misura per determinate categorie di persone e chiaramente a favore dell’agenda politica Lgbtqia+. Come uno studio dell’Università del Minnesota sul cancro orofaringeo da HPV tra uomini gay e bisessuali (350.000 dollari); oppure un progetto della Ohio State University su un vaccino contro l’HPV per giovani uomini omosessuali (490.000 dollari); o ancora un progetto del Rhode Island Hospital per prevenire alcolismo e violenze sessuali tra donne bisessuali (275.000 dollari). Non mancavano poi ricerche bizzarre e difficili da giustificare, come quella dell’Università di Washington, che con quasi 208.000 dollari avrebbe voluto «ridurre lo stigma tra uomini indigeni omosessuali e guaritori tradizionali in Mesoamerica».

Reazioni e polemiche

Il taglio dei fondi ha provocato proteste da parte di funzionari legati all’amministrazione Biden. Per esempio il dottor Demetre Daskalakis, direttore del National Center for Immunization and Respiratory Diseases, si è dimesso denunciando la decisione di cancellare ricerche “sull’equità”. Ha fatto invece scalpore la polemica nata tra l’amministrazione Trump e Susan Monarez, ormai ex direttrice dei CDC, ovvero i Centers for Disease Control and Prevention. E’ stata di fatto rimossa lo scorso 28 agosto 2025 dopo essersi rifiutata di seguire le nuove direttive sanitarie e dopo essersi rifiutata di lasciare - coerentemente - la sua posizione lavorativa. A difendere la linea dell’HHS, invece, è intervenuto Rich Danker, assistente segretario per gli affari pubblici, che ha spiegato: «Grazie a questa decisione, la ricerca medica tornerà a servire tutti gli americani e non sarà più piegata a programmi politici come il DEI». Con questa mossa, dunque, l’amministrazione Trump dimostra la volontà di rimettere la scienza al servizio della salute pubblica, liberandola dalle derive ideologiche che hanno caratterizzato troppi progetti negli ultimi anni.

 

 

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