11/05/2022 di Jacopo Coghe

Gli abortisti negli USA hanno paura di perdere un business miliardario

L’industria dell’aborto, lo sappiamo, ruota intorno ad un business miliardario, soprattutto negli Stati Uniti. Ne abbiamo già parlato – dopo la fuga di notizia che vorrebbe la Corte Suprema Usa contraria alla storica sentenza “Roe vs Wade” del 1973 – di come il giro di denaro in America si avvicini e superi addirittura il miliardo di dollari.

E come tutti gli imperi economici, soprattutto tra quelli più potenti al mondo, anche il business dell’aborto ha paura quando si sente la terra mancare sotto i piedi. La prova di quanto sia influente, potente e soprattutto esteso ci arriva direttamente dal governo americano che – volente o nolente – ha ammesso la portata mastodontica di questo business. Ieri, infatti, Janet Yellen, segretaria al Tesoro degli Stati Uniti, ha affermato che limitare o eliminare il diritto all’aborto con un ribaltamento della sentenza 'Roe Vs Wade' «avrebbe effetti molto dannosi sull'economia».

Dunque ecco che i nodi vengono al pettine e le istituzioni pro aborto sono costrette a gettare la maschera. Il business miliardario che abbiamo denunciato esiste davvero e, soprattutto, ora è in pericolo. Ecco inoltre, quindi, spiegate le istanze abortiste così veementi e talvolta violente che stanno interessando gli Usa ormai da decenni e che hanno portato nei giorni scorsi ed episodi choccanti di violenze – fisiche e verbali – nei confronti del mondo prolife e soprattutto verso i giudici supremi, con il chiaro intento di inquinare e boicottare la loro imminente decisione.

Il mostro abortista negli Usa è in pericolo, il suo impero è in pericolo, e quando ad essere a rischio sono miliardi ecco che quel mostro tira fuori gli artigli della propaganda, della violenza, della disinformazione e dell’ideologia. È infatti doveroso aggiungere le altre parole con le quali si è espressa sempre la segretaria al Tesoro Yellen: «annullare la “Roe vs Wade” riporterebbe le donne decenni indietro».

Ci chiediamo, a tal proposito, come può uno Stato che difende la Vita e tutela il primo e più importante dei diritti umani essere considerato “indietro di decenni”? Come può una società che si prende cura delle proprie donne e dei propri nascituri, futuro della società stessa, essere considerata retrograda? Le domande, forse, sono più retoriche di quanto pensiamo, proprio perché ci sono montagne di soldi che rischiano – fortunatamente – di crollare e questo agli abortisti fa molta paura.

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