07/10/2016

Una testimonianza di amore per la vita umana

Avevamo invitato i nostri lettori residenti nella zona di Casale Monferrato a partecipare al ConvegnoDiritto di aborto o diritto al consenso informato?”.

Chi ha partecipato ha potuto testimoniare che è stata un’occasione importante di crescita nella formazione e nell’informazione. 

In proposito siamo lieti di pubblicare una lettera aperta che ci ha inviato per conoscenza la signora Margherita Borsalino, vedova del compianto Giuseppe Garrone, con la quale si rivolge al Direttore scientifico del Convegno, Padre Giorgio Maria Carbone, ai relatori e a tutti gli intervenuti  per ringraziarli.

Carissimo Direttore scientifico del Convegno, relatori e presidenti, ma ancor più carissimi amici,

non ho ancora assolto il mio compito di dirvi ciò che, per brevità, sabato 24 non ho aggiunto alla conclusione del convegno. Mi sono sentita ricca, ricca per la vostra amicizia, ricca per la condivisione palpabile di un comune ideale tra di noi e con i convenuti.
Mi ha dato grande soddisfazione constatare l’impegno da tutti profuso per regalarci relazioni dall’inconfutabile valore scientifico. E dire che non eravate in presenza di un consesso di specialisti, come quelli a cui siete soliti parlare, ma di semplici “operai per la vita”.

Devo dire poi che il leit-motiv del convegno è stato “solo per amore”, amore per la verità e amore per l’uomo, il piccolo figlio dell’uomo e la sua mamma. Siete stati tutti fedeli servitori di una umanità sofferente e misconosciuta: un’immagine del “servo sofferente” che si è caricato del disprezzo di molti per la salvezza di tutti.

Se, come disse Marthe Robin, “questi bambini (abortiti) sono i salvatori dei loro genitori; sono loro che accoglieranno i genitori in cielo”, credo che un aiuto ed una ispirazione ci siano venuti da questi tanti, troppi nostri fratelli battezzati nel sangue dell’aborto, perché “vivono nel Signore” (EV 99), e non smettono di presentare al Padre le loro membra smembrate chiedendo misericordia e salvezza per tutti i loro persecutori, perché sono i Santi Innocenti del nostro tempo.

Pienamente incastonati nell’Amore che hanno ricevuto con l’inizio della vita terrena sono nella gioia della vita che non muore e amano!

Amano la loro mamma, il loro papà, i fratelli, i nonni, tutti coloro con cui sono entrati in contatto e in modo privilegiato tutti coloro che li hanno difesi nella loro breve vita prenatale e tutti coloro che vedono il dolore di mamme e papà e cercano di far loro ritrovare l’amore per la vita.

Avete tolto il velo che il mondo mette davanti ad una tragica verità: la donna che ha abortito è sola, indifesa, vaga in una società che nega la sua sofferenza post-traumatica evidente oggi ad una scienza onesta.

Purtroppo l’aborto assoggettato a programmi politici che niente hanno da spartire con la cura della salute della donna ha impiegato molto tempo a mostrare il suo lato oscuro, specie in Italia.

Negli USA, nei paesi Baltici, le statistiche, a chi le vuole leggere, mostrano chiaramente le dimensioni del fenomeno esteso e devastante della sindrome post-abortiva. Da noi rari convegni per addetti ai lavori hanno timidamente alzato il velo su questa patologia, che resta chiusa nello studio dello psicoterapeuta, qualche volta dello psichiatra.

La ragione delle precauzioni dei mezzi di comunicazione (che non comunicano su questo) è evidente: metterebbe in discussione i principi di radicali ideologie femministe ed edonistiche che sono alla base della politica abortiva.

Ma voi, amici miei, voi no!
Avete illuminato la meraviglia della natura umana fin dall’inizio del concepimento e le insospettate e sorprendenti capacità di guarigione delle cellule staminali nella simbiosi materno-fetale.

Avete acceso una luce su ciò che può la scienza e la medicina neonatale quando sono il rispetto e l’amore a guidarle!

Ci avete fatti toccare con mano, a suon di statistiche, quanto male può l’uomo contro se stesso quando a guidarlo non è la legge naturale ma l’ideologia, perché le conseguenze fisiche e psichiche sono la risposta della natura ad un disordine che l’uomo persegue ignorando leggi a cui volenti o nolenti sottostiamo perché questa è la condizione umana.
Abbiamo ascoltato quanto sia falsato il rapporto medico-paziente quando alla “interruzione volontaria di gravidanza” colui che per sua specifica competenza, il medico, anziché prendersi cura della salute della donna, prescrive un atto chirurgico senza una comprensibile e aggiornata informazione sui danni che questo le procurerà. E lo stato non tutela questo diritto assicurato prima di qualsiasi altro intervento chirurgico.

Sono perciò in dovere di comunicarvi i ringraziamenti di molti tra i partecipanti, che hanno riconosciuto a questo convegno un grande valore, non solo sotto l’aspetto scientifico ma anche per la testimonianza di amore alla vita umana.

“Solo per amore”, così ci hanno detto le Sisters of Life, senza spirito di contesa né di rivendicazione, con il sano ottimismo di chi sa che la verità si fa strada da sola.
Siamo tutti mossi dal desiderio di non fermarci a sabato 24 settembre, ma continuare …. Continuare. “Only for love”, “Solo per amore”
Un abbraccio a tutti voi

Margherita

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