07/05/2026 di Ufficio Stampa Pro Vita & Famiglia

"Un Dono per la Vita". Beni di prima necessità a mamme coraggiose. Oggi in Italia ancora troppo discriminate

A pochi giorni dalla Festa della Mamma l’associazione dona 10 kit ad altrettante mamme in difficoltà economiche o sociali. «Il 13 giugno scenderemo in piazza per chiedere riforme strutturali».

«La notizia di un figlio che arriva dovrebbe essere accolta sempre come una buona notizia: per la mamma, per il papà, per la famiglia, ma anche per tutta la società. E invece troppe donne, proprio nel momento in cui avrebbero bisogno di sentirsi sostenute, si trovano sole, impaurite, ostacolate. Ecco perché oggi, a pochi giorni dalla Festa della Mamma, abbiamo voluto lanciare un segnale concreto alla società e alla politica, donando a 10 mamme in difficoltà economiche e sociali altrettanti kit di prima necessità, come facciamo dal 2019 con il progetto “Un Dono per la Vita”, con cui abbiamo raggiunto quasi 300 famiglie donando passeggini, culle, ovetti, pannolini, biberon e ciucci». Lo dichiara Maria Rachele Ruiu, portavoce di Pro Vita & Famiglia.

«Le difficoltà a diventare genitori contrastano con i veri desideri dei nostri giovani - spiega Ruiu - che continuano a desiderare famiglia e figli. Lo dimostrano anche recenti dati di Save the Children: oltre l’80% dei giovani tra i 18 e i 24 anni sogna di diventare genitore. Eppure, troppi rinunciano o rimandano perché manca una società davvero a misura di famiglia: stipendi insufficienti, precarietà abitativa e lavorativa, tassazione penalizzante, assenza di sostegni strutturali, ma soprattutto una cultura che troppo spesso presenta i figli come un ostacolo anziché come una ricchezza. Il punto non è convincere le donne a “essere coraggiose”, ma costruire una società che non faccia paura a chi accoglie un figlio. Nessuna donna dovrebbe sentirsi costretta a scegliere l’aborto perché lasciata sola, senza aiuti e senza alternative concrete: una madre in difficoltà va aiutata, accompagnata, sostenuta. Questo è il senso di “Un Dono per la Vita”».

«Alcuni segnali positivi ci sono - aggiunge Ruiu - come il Bonus Mamme o l’assegno unico universale. Ma non basta: la natalità non può essere trattata come un capitolo assistenziale, perché è una questione strategica nazionale. Un figlio che nasce non è un problema da gestire, ma una buona notizia da custodire. Non è un costo per lo Stato, ma il primo vero investimento sul futuro dell’Italia: la famiglia genera vita, educazione, coesione sociale e ricchezza. È il più grande moltiplicatore di PIL, eppure continua a essere trattata come una voce marginale nei bilanci pubblici. Anche per questo, quindi, saremo in piazza sabato 13 giugno, a Roma, per la Manifestazione Nazionale “Scegliamo la Vita”: per chiedere una rivoluzione copernicana che aiuti i giovani a sposarsi e ad avere figli; che sostenga le famiglie, soprattutto quelle numerose; che superi l’iniquo strumento dell’Isee e lo sostituisca con un vero Quoziente Familiare; che renda stabile e capillare, in tutte le regioni, l’esempio virtuoso del Piemonte con il “Fondo Vita Nascente”».

 

 

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