15/11/2019

Tutela della vita: per gli animali sì, per i bambini no

Incredibile ma vero, ci sono casi in cui gli animali godono più rispetto degli esseri umani. È il caso degli Stati Uniti, in cui è stato recentemente approvato all’unanimità un disegno di legge volto a prevenirne i maltrattamenti e ad aumentare le sanzioni verso chi è accusato di aver mosso loro violenza, come spiega un articolo di Life News.

Non c’è niente di male in una simile legge, ovviamente. Ma è possibile che un tale rispetto per gli animali sia così legalmente tutelato, proprio in un Paese che, come tanti ormai, consente l’aborto volontario? Tutto questo dovrebbe farci interrogare su quanto è presa in considerazione la dignità dell’essere umano e su quanto venga legalmente difesa.

Per non parlare del fatto che ora nello Stato di New York è legale persino l’aborto al nono mese (cioè, l’infanticidio) e che in vari stati capita sempre più frequentemente che i bambini sopravvissuti all’aborto tardivo vengano lasciati morire o addirittura fatti morire attivamente fuori dal grembo materno.

Un altro articolo di Life News ci informa del fatto che alla Gulf Coast High School in Florida sarebbe stata approvata la creazione dell’Animal Rights Club, della Gay Straight Alliance e  di Collier Students for Change, gruppi affiliati al Partito Democratico della Florida, e non di Sharks 4 Life, un gruppo studentesco pro life, perché per la scuola la missione del gruppo sarebbe troppo «politica» e «controversa».

Ebbene, dato che il tema “discriminazioni” oggi sembra andare fin troppo di moda, perché non parliamo, ogni tanto, delle tante discriminazioni che vengono mosse contro gli attivisti pro life in tutto il mondo? O, forse, difenderli e dargli modo di esprimersi (come è permesso a tutti) è troppo politicamente scorretto?

 

di Luca Scalise
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