Purtroppo in America i medici tendono a discriminare i portatori di queste trisomie, rifiutandosi di sottoporli ai trattamenti e agli interventi chirurgici che effettuerebbero su bambini con gli stessi problemi (cardiaci e neurologici) ma non portatori delle suddette condizioni genetiche. Questi bambini, quindi, corrono serio rischio di abbandono terapeutico oppure i medici fingono di curarli, ma in realtà attuano solo interventi palliativi in attesa che muoiano. L'AAP sostiene invece che le cure palliative vadano somministrate solo se altri interventi sono inutili (o dannosi).
Il problema della cura di questi piccoli, però, si pone rararmente, perché difficilmente essi riescono a vedere la luce. Attualmente, la pressione sui genitori affinché uccidano i figli disabili attraverso l'aborto è piuttosto intensa e pesante.
Anche in Italia una qualsiasi sospetta imperfezione del nascituro induce il ginecologo a prospettare l'aborto eugenetico. Figurarsi di fronte a queste condizioni genetiche gravi.
Le vite "imperfette" sono considerate "vite non degne di essere vissute", come dicevano i nazisti. L'unica differenza tra la nostra società e quella tedesca dei primi anni Trenta del Novecento è che allora avevano il coraggio di esprimere apertamente il culto per la razza pura e il disprezzo per gli imperfetti. Noi invece, ipocritamente, ci proclamiamo democratici e inclusivi.