09/08/2022 di Ufficio Stampa Pro Vita & Famiglia

Torino. Pro Vita & Famiglia: «Comune vuole un comitato politico per censurare pro life»

Torino, 9 agosto 2022

«A Torino se la si pensa diversamente dall’amministrazione comunale bisogna essere censurati, addirittura tramite un organismo di controllo politico costituito ad hoc. E’ quello che ha annunciato l'Assessore a Diritti e Pari Opportunità di Torino Jacopo Rosatelli, attaccando la campagna contro l’aborto di Pro Vita & Famiglia con l’immagine di Pier Paolo Pasolini e la sua storica presa di posizione contro l’omicidio dei bambini nel grembo materno», il commento di Jacopo Coghe, portavoce di Pro Vita & Famiglia

«L’assessore Rosatelli - spiega Coghe - annuncia la costituzione di un fantomatico comitato di garanzia “indipendente” per esercitare un controllo sulla comunicazione pubblica. Come può un organismo essere indipendente se verrà votato dal Consiglio Comunale, a schiacciante maggioranza di sinistra? Come fa a non chiamarsi censura se si vogliono giudicare i “modi” con cui determinate campagne di sensibilizzazione, come la nostra, vengono proposte? Una “indipendenza” di facciata, soprattutto considerando che tale proposta, per ammissione dello stesso Rosatelli, è arrivata dopo la “sollecitazione” del collettivo abortista +di194voci. Inoltre, vorremmo ricordare a Rosatelli che la sua proposta, oltre ad essere ideologica, è completamente inutile, dato che un organismo del genere, e davvero indipendente, esiste già ed è l'Istituto di Autodisciplina Pubblicitaria (IAP), di natura apolitica e già formato da esperti, professionisti e accademici. Perché dunque proporre un suo surrogato di chiaro stampo politico? Rosatelli e i collettivi femministi non tollerano che lo IAP abbia più volte dichiarato le nostre comunicazioni prive di qualsiasi contenuto offensivo o discriminatorio. Chiediamo al Sindaco di Torino Stefano Lo Russo di smentire la grave minaccia avanzata dall'Assessore Rosatelli, garantendo che nel suo Comune nessuna campagna pubblica sarà mai sottoposta al controllo di un organismo politico e ideologicamente orientato», conclude Jacopo Coghe.

 

 

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