27/06/2019

Tifose intolleranti e calcio femminile: proteste arcobaleno contro la squadra vaticana

Mi tocca e lo faccio con piacere: mia figlia (come me in giovane età) gioca a calcio e dunque con entusiasmo seguiamo questi mondiali francesi in cui le ragazze della nazionale italiana stanno dimostrandosi brave almeno quanto la nazionale maggiore italiana. Non ci sono prime donne, come tra gli ometti già eliminati della Under 21, c’è serietà, concentrazione e spirito di sacrificio che somiglia molto a quello visto nei vari mondiali vinti dagli azzurri.

 Gli inni al lesbismo, seppur invocati dalle varie Cirinnà di turno, non hanno trovato né conferme né entusiasmi. Le nazionali italiane, così come i colleghi maschi, vivono e dimostrano la propria professionalità sul campo, la propria sessualità in privato e non mischiano le due cose. Chi invece le ha mischiate ed è riuscito a impedire che due squadre giocassero una amichevole di calcio femminile, sono stati/e i componenti di un collettivo Lgbt e pro aborto che hanno costretto la Nazionale Femminile Vaticana ad annullare l’incontro amichevole che avrebbe dovuto svolgersi a Vienna nei giorni scorsi.

Bel successone per coloro che alzano la bandiera della ‘discriminazione’! I tolleranti promotori di aborto e Lgbt con i loro urli, insulti, tatuaggi orripilanti e ingiurie blasfeme, hanno convinto entrambe le formazioni, la Vaticana e quella locale, a sospendere il match e rivedersi in altra sede più avanti. La partita è stata cancellata sabato scorso, quando diversi ‘tifosi’ austriaci si sono tolti le camicie all’entrata in campo delle squadre e mostrato i dipinti, tatuaggi e scritte sullo stomaco e sulla schiena in cui si insultava il Vaticano perché non liberalizza l’aborto, non rispetta le donne, non si adegua alla mentalità Lgbt. Non solo la sciocca dimostrazione di incoerenza, maleducazione e stupidità ha sorpreso e amareggiato il team vaticano, ma anche le giocatrici e i dirigenti della squadra viennese Mariahilf.

Così una festa dello sport, un incontro amichevole che era iniziato con una preghiera a bordo campo recitata dalla due squadre, è terminata con un campo vuoto ed entrambi i team dispiaciuti per l’accaduto. Addirittura, questo manipolo di tolleranti discriminatrici tatuate, aveva sostituito le bianche bandierine dei ‘calci d’angolo’ con bandierine ‘ dell’arcobaleno gay’.

Orgoglio gay colpisce ancora, ora se la prendono anche con le donne che giocano a pallone, a meno che non dican tutte d’esser lesbiche, d’aver abortito almeno una volta e d’odiar il Papa e la Chiesa. Chiudiamo la storia in positivo, normali tifosi di calcio, speriamo presto di poter vedere una bella amichevole ‘azzurre’ e ‘vaticane’. Per la cronaca sportiva, la squadra femminile di calcio austriaca nemmeno si è qualificata per le fasi finali del Campionato del Mondo, i tifosi multicolori di Vienna se ne facciano una ragione.

Luca Volontè

Fonte: The Local

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