01/10/2013

Sveglia! La vicenda Barilla ci fa capire cosa accadrà con la legge sull’omofobia

Gli attacchi a Barilla sono solo la prova generale di quello che succederà se verrà approvata definitivamente la legge contro l’omofobia che la Camera ha sciaguratamente votato

Dopo le pressione dei media e di Dario Fo, Guido Barilla ha chiesto scusa. Prima con un comunicato, poi con un video (lo vedete qui) in cui dice che “ha molto da imparare” sulla famiglia e che incontrerà le associazioni che rappresentano il mondo omosessuale. Insomma, ha vinto l’inquisizione. Francesco Belletti, presidente Forum associazioni familiari, ha scritto questo messaggio sul sito dell’associazione. Lo riproponiamo di seguito.

L’incredibile potenza di fuoco messa in campo a livello nazionale e internazionale contro le libere parole di Guido Barilla alla Zanzara di Radio24 sulla “famiglia tradizionale” (parole peraltro rispettose di tutti e tutte le forme di vita privata) deve far riflettere seriamente tutti coloro a cui sta a cuore la libertà di opinione e di parola in questo Paese.
A quanto pare neanche affermare di essere a favore dei “matrimoni gay” ha protetto la sua libertà di espressione nei confronti dell’idea di famiglia (per Barilla centrata sulla donna, frutto dell’amore di un uomo e una donna, tendenzialmente sempre con dei bambini in giro). Attacchi personali, slogan e battute sugli “spaghetti eterosessuali”, addirittura minacce di boicottaggio commerciale. Quanto costa la libertà di pensiero in questo Paese!

Quello che impressiona è la tempestività con cui tutti – compresi esponenti delle istituzioni, come il ministro Kyenge – si sono affrettati ad “esternare” contro queste impertinenti parole. Poche, sul versante opposto, le voci a favore di Barilla. In effetti Guido Barilla non ha bisogno di essere difeso da nessuno, e la sua azienda continuerà a vendere se e in quanto i suoi prodotti resteranno buoni e sicuri, se la sua capacità imprenditoriale gli consentirà di gestire bene l’azienda, generando lavoro e occupazione, con responsabilità sociale, individuando nuovi mercati. E, ovviamente, anche in funzione delle sue capacità di comunicazione, di marketing, di pubblicità. I consumatori su questo sapranno decidere con equilibrio e saggezza. E, ovviamente, in libertà. Già un competitore di prodotto, la Buitoni, ha lanciato uno slogan da pubblicità comparativa, in tema di famiglia: tutto per grande attenzione ai valori (dubito seriamente…) o puro e spregiudicato calcolo economico (ci credo di più!), di una azienda che agisce – Buitoni come Barilla – nel libero mercato?

Personalmente non sono mai stato tenero con la “famiglia del Mulino Bianco” che ho sempre ritenuto una invenzione dei pubblicitari, una rappresentazione ideale di una famiglia felice e sorridente che non corrispondeva alla concretezza della famiglia reale, a padri e madri che ogni giorno attraversano fatiche reali. La mattina, per quasi tutti noi, è già tanto se si riesce a prendere un caffè al volo insieme, e se poi hai un figlio adolescente, altro che sorrisi e saluti… Un grugnito più o meno cordiale, se ti va bene, segnala la sua uscita di casa. Non ho quindi particolari attenzioni al marchio Barilla. Però ci può stare: in fondo la pubblicità racconta favole, storie, per vendere prodotti, ma più spesso sogni, desideri, illusioni… allora cosa si dovrebbe dire di tutte le donne e uomini “oggetto erotico” che caratterizzano le pubblicità dei profumi?

Il vero tema è questo: gli attacchi a Barilla sono solo la prova generale di quello che succederà se verrà approvata definitivamente la legge contro l’omofobia che la Camera ha sciaguratamente votato. Quanti potranno affermare, da liberi cittadini, la propria libera opinione su cosa è famiglia, senza essere portati in tribunali, giudicati e condannati da giudici “politicamente super corretti”? Peraltro siamo certi che le condanne saranno eseguite immediatamente, e le porte del carcere e i periodi di rieducazione e di lavori socialmente utili, che anche questa legge prevede, saranno immediati e tempestivi.
Meditate, gente, meditate!

Clicca qui per leggere l’articolo pubblicato da Tempi

di Francesco Belletti

Festini

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