22/08/2013

Stufi di finanziare gli aborti con i soldi pubblici

La situazione degli Stati Uniti è molto molto diversa dalla nostra. Riteniamo però giusto che i nostri lettori sappiano fino a che punto le battaglie per la Vita e per la Verità siano giunte in quel paese e magari riusciamo a serrare i ranghi anche noi , prolife italiani, per ottenere qualche concreto passo avanti a favore della Vita e della Giustizia.

Perciò  sarà istruttivo conoscere il contenuto della newsletter che ci ha inviato Lila Rose, presidente di Live Action, una grande associazione prolife americana.

I nostri lettori probabilmente già sanno cosa è Planned Parenthood (PP da ora in poi).  Forse sanno che i contribuenti americani sono costretti a finanziare PP, che è la più grande industria di aborti d’America e del mondo: solo nel 2011 ha ricevuto dal Governo federale 542 milioni di dollari, che è solo la metà del suo budget.

Ma ci sono state un paio di vicende questa estate che bisogna sapere.

Innanzi tutto, PP ha dovuto pagare 4,3 milioni di dollari per una causa persa in Texas per “frode ai danni del sistema sanitario”: faceva fatture false per servizi mai erogati, o fatturava prestazioni e servizi non necessari per ottenere i rimborsi dallo Stato. PP, che proclama di agire e operare a tutela delle donne povere, in realtà rubava proprio dalle loro tasche. Processi analoghi sono cominciati in altri Stati e  finalmente il Governo ha aperto gli occhi. Il Government Accountability Office che è un ufficio super partes, non diretto da politici, ora sta investigando sull’uso che fa PP dei fondi pubblici. Live Action ha sempre denunciato in cosa consistono i “servizi” forniti da PP: le bugie  sulle procedure abortive raccontate alle donne, la scarsa igiene e professionalità di molti impiegati in molte cliniche, l’incoraggiamento all’ aborto sesso – selettivo e il fiancheggiamento di trafficanti di neonati. Gli affiliati a PP sparsi in tutto il mondo e tra le agenzie ONU, ricevono soldi da PP per promuovere leggi “sulla salute riproduttiva”, per promuovere la sessualizzazione precoce dei bambini attraverso corsi di educazione sessuale propinati infiltrandosi nelle strutture dell’Istruzione nazionale dei diversi Stati... I volontari di Live Action si sono infiltrati con registratori e telecamere nelle cliniche per provare tutto questo.

Ora PP è stata colta a truffare i cittadini che pagano le tasse.

Live Action, però, non vuole e non può lasciare che tutto venga svolto a livello burocratico. I volontari continuano a indagare a cercare prove, a fare propaganda attiva. A noi, aldilà della cronaca, tutto questo potrebbe interessare poco, ma dovrebbe servire da esempio.  E poi, gli aborti sono forniti dal Servizio Sanitario Nazionale: che viene finanziato con le tasse di tutti i contribuenti. Perché non aderiamo massicciamente alle campagne di obiezione di coscienza fiscale, come quella proposta dalla Comunità Giovanni XXIII?

FRP

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