13/01/2020

Si parla ancora di legge contro l’omofobia. E tutte le altre discriminazioni?

In Parlamento continua la discussione sui vari testi di legge che hanno come oggetto l’omofobia. Sono già infatti in corso le audizioni e l’attenzione della politica sembra focalizzarsi sul voler salvaguardare un’emergenza che già in passato i numeri hanno smentito.

Uno zelo, quello legislativo sull’omofobia che, però, non sembra esserci – anzi non c’è proprio – su altri temi molto più scontanti e sui molti casi di discriminazione che ledono i diritti di molti cittadini. Pensiamo, per esempio, a quanti sono attaccati per il proprio credo religioso, per questioni etniche o razziali.

Voler a tutti i costi, per pura ideologia, interessarsi politicamente per contrastare una emergenza nazionale che in realtà non esiste (quella appunto dell’omofobia) fa emergere alcuni dubbi e domande sul perché altre discriminazioni non vengono mai neanche lontanamente contemplate nei dibattiti politici.

Se infatti è sacrosanto affermare che qualsiasi tipo di discriminazione è sbagliata e va contrastata, perché allora non essere concretamente e nei fatti impegnati a combattere tutte, ma davvero tutte, le azioni che ledono i diritti e le libertà altrui? E che spesso costituiscono un problema sociale diffuso, seppur sottaciuto.

Pensiamo, per esempio, a quante famiglie – anche numerose – sono discriminate dai cosiddetti locali “child-free” dove i bambini non possono entrare. Oppure alle tante forme di discriminazione, palesi o occulte, che interessano migliaia di persone obese o in sovrappeso, per le quali sentiamo spesso casi di bullismo o offese sul web e sui social. O ancora la lotta alla discriminazione per le proprie idee politiche, che seppur contenuta nella nostra Costituzione, poi in realtà non trova un vero e proprio adempimento in ambito legislativo e in ambito penale.

Ci sono poi i casi di discriminazione per le persone anziane o addirittura troppo giovani, che per la loro età vengono scartati o non presi in considerazione e, infine – ma la lista sarebbe molto più lunga – i casi eclatanti (e diffusi) degli ultimi giorni dei tantissimi disabili che in tutta Italia, ogni giorno, lottano contro discriminazioni e pregiudizi, contro le porte chiuse di locali e ristoranti e le difficoltà di condurre una vita normale, lontani da sguardi strani, minacce e insulti.

 

di Jacopo Coghe

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