05/12/2014

Sentinelle in Piedi censurate in Parrocchia a Reggio Emilia

A Reggio Emilia c’è stato l’ennesimo episodio violento che ha avuto come principale  vittima la libertà dal pensiero unico dominante e poi, in subordine, anche le solite Sentinelle in Piedi.

Il 3 dicembre era stato organizzato dalla Parrocchia Regina Pacis un incontro sulla famiglia, il gender e l’omofobia, che sarebbe stato tenuto da alcuni esponenti delle Sentinelle in Piedi. Quando si è sparsa la notizia, il Parroco, don Riccardo, e il suo vice, don Paolo Cugini hanno ricevuto una serie di telefonate (tra cui quella di un Consigliere comunale PD) e di pressioni che li hanno indotti a cancellare l’evento: sarà riproposto, dice don Paolo, dopo Natale con una pluralità di relatori che offriranno i loro diversi punti di vista sulle questioni in oggetto.

Ad avere un po’ di tempo, varrebbe la pena di leggere con calma la cosa, come è stata riportata dalle varie testate on line: le versioni della storia sono più o meno viscidamente orientate a piegare la realtà dei fatti alle idee di chi scrive. Si sa. Pirandello qualcosa insegna.

Noi vorremmo, invece, sforzarci di dare una visione oggettiva della situazione. C’è stato un intervento del Vescovo, S.E. Mons. Massimo Camisasca, e un chiarimento del vice Parroco, don Paolo. Chi vuole può leggerne le versioni integrali (augurandoci che i giornali non siano arrivati al punto di manipolare i testi originali degli autori)

Qui potete leggere il testo integrale della nota del Vescovo, pubblicata sul Resto del Carlino, e qui potete leggere la spiegazione di quanto accaduto, data dal  vice – Parroco, pubblicata dalla Ggazzetta di Reggio.

Ora noi, prendendo in esame le due dichiarazioni, ci permettiamo di esprimere alcune considerazioni.

– Monsignor Camisasca ha dato fiducia a don Paolo: si è detto convinto che la sua decisione di rinviare l’incontro “sia stata frutto di una valutazione coscienziosa della situazione in ordine al bene dei fedeli”.  Confida anche che “in futuro, saprà esprimere al popolo cui è mandato la voce della Chiesa e della ragione relativamente ai temi in questione”.

– Qual è la voce della Chiesa, il Vescovo fa il suo mestiere e lo spiega chiaramente (e per scrupolo cita anche il pensiero di Papa Francesco): “le Sentinelle in piedi, con umile forza e in modo pacifico, vogliono portare all’attenzione pubblica ciò che anche io, come uomo e come vescovo di questa diocesi, ho più volte sottolineato... la famiglia nasce dall’incontro tra un uomo e una donna; i figli non sono un diritto, né di singoli, né di coppie, ma un dono da accogliere e rispettare; i bambini hanno il diritto ad una madre e ad un padre e i genitori, – con il sostegno degli amici, dei parenti e delle istituzioni pubbliche – devono essere messi nelle condizioni di poter educare liberamente i propri figli.”

– La voce della ragione combacia con quella della Chiesa, come sempre accade: “questi convincimenti non nascono da una posizione confessionale – scrive Camisasca – ma sono patrimonio comune dell’esperienza umana, fondata sulla ragione”.

– Infine conclude esternando rispetto, accoglienza e attenzione verso tutti (perché tutti gli esseri umani hanno pari dignità a prescindere da idee orientamento sessuale ecc.) e perciò “ognuno deve avere la possibilità di esprimere, nel rispetto degli altri, ciò di cui è convinto. Proprio in virtù di questo principio di libertà, occorre che da parte di tutti sia riconosciuto anche alle Sentinelle in piedi il diritto inalienabile a far sentire la loro voce.”

Vediamo ora la dichiarazione del vice – Parroco.

Don Paolo ha scritto che lui e il Parroco sono “rimasti sorpresi dall’aggressività di alcune telefonate”, tra le tante ricevute che chiedevano di annullare l’incontro. Quindi, a noi pare oggettivamente evidente che sia stato il clima intimidatorio, e violento (sia pure solo verbalmente)  che abbia indotto la Parrocchia e la stessa signora che aveva organizzato l’incontro a cancellarli.

–  Poi lo stesso don Paolo scrive: “S’invoca la democrazia e il dialogo, ma poi nella realtà prevale sempre il pregiudizio e la chiusura mentale. Si trattava di un incontro in parrocchia: tutto qui. Come mai si è creato lo scandalo? Il problema chiaramente è sorto dal fatto che chi organizzava l’evento erano le Sentinelle in Piedi, che viene considerato un movimento omofobo. Tra di loro ci sono delle persone conosciute che stimo.” Quindi pare che in sostanza egli sia dalla parte degli “aggrediti”, non di quelli che hanno fatto le telefonate “aggressive”.

– C’è, però, alla fine, una nota stonata nel discorso di don Paolo: “Certamente il loro modo [delle Sentinelle] di affrontare il problema non va bene a tutti, neanche a me”. Qui ci piacerebbe che don Paolo ci desse delle delucidazioni: cosa non gli va bene dei modi delle Sentinelle? Il silenzio? Il libro? La veglia? Sarebbero meglio le telefonate intimidatorie? Magari don Paolo pensa come Saviano che il silenzio pacifico delle Sentinelle sia una protesta violenta?

Se mi si consente qualche espressione colorita e un po’ volgare, il silenzio delle Sentinelle “fa rosicare” quelli che non la pensano come loro: “ci vanno in puzza”. Spero proprio che don Paolo non sia uno di quelli.

Francesca Romana Poleggi

P.S.: Quanto ai vari parrocchiani indignati dall’incontro con le Sentinelle: ma invece di strillare tanto, perché non sono andati a parlare, a confrontarsi, a esprimere serenamente le loro opinioni, a realizzare quel dialogo pacifico e costruttivo che tutti dappertutto invocano? Non sarà che non hanno argomenti?

 

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