06/06/2020 di Luca Scalise

Scuole parentali, passi in avanti di Lituania e Canada

La possibilità di impartire ai propri figli un’educazione scolastica è un diritto dei genitori. Pertanto, le “scuole parentali” non hanno nulla da meno rispetto ad una scuola statale o paritaria. Attualmente sono sempre più oggetto di critiche, specie da parte di chi detesta una educazione a valori tradizionali e vorrebbe imporre ai bambini, ad esempio, percorsi ispirati all’ideologia gender.

La famiglia, in questo caso, si pone come vero baluardo di difesa, in grado di evitare che ai bambini vengano veicolate teorie dannose per la loro crescita e possano formarsi in un ambiente sano, protetto e rispettoso.

Ma nonostante le scuole parentali siano etichettate con stereotipi che le disegnano come retrograde e bigotte, gli alunni che le frequentano mostrano ottimi risultati scolastici, oltre che una particolare soddisfazione riguardo la propria vita ed il proprio percorso di studi.

La Nuova Bussola Quotidiana ci informa del fatto che in Lituania e Canada finalmente si fanno passi avanti in tema di Home Schooling. In Lituania, mentre fino al 2019 era vietata, dal prossimo settembre «sarà non solo legale ma anche possibile […]. Le famiglie saranno in grado di far studiare a casa i propri figli in conformità con i curricula standard di istruzione pre-primaria, primaria, elementare o secondaria».

Per quanto riguarda il Canada, invece, «"Il Choice in Education Act (Legge quadro per la Libertà di Educazione) proteggerà ed espanderà l'accesso degli studenti a tutta la gamma di opzioni scolastiche, rafforzando al contempo i diritti dei genitori come decisori primari nella scelta dell'educazione dei loro figli", ha affermato il Premier Jason Kenney».

E questo è importante da ricordare: i genitori non possono essere ignorati quando si parla dell’educazione dei bambini, anzi, ne sono i primi responsabili. Speriamo che venga riconosciuto sempre più a tutti i genitori il diritto fondamentale ad educare i propri figli e l’educazione familiare non venga più marchiata con i soliti stereotipi da quattro soldi che tendono continuamente a screditarla agli occhi dei ragazzi.

 

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