Migliaia di genitori accolgono con soddisfazione e speranza l’accelerazione impressa all’iter del disegno di legge presentato dal Ministro Valditara che obbliga le scuole a chiedere il consenso informato della famiglia sui progetti di educazione sessuale, visto che la propaganda gender e LGBTQ che sta trasformando le scuole italiane in enormi campi di rieducazione ideologica di massa rappresenta ormai una vera e propria emergenza nazionale. Speriamo che questa celerità sia mantenuta nelle fasi successive dell’iter e che in fase emendativa il testo possa essere ulteriormente rafforzato a difesa della libertà educativa dei genitori. Le critiche delle opposizioni, che parlano di un “blitz”, sono ideologiche e strumentali, oltre che offensive nei confronti delle famiglie italiane. Ricordiamo infatti che durante le audizioni svolte da Pro Vita & Famiglia onlus in Commissione Cultura alla Camera, gli esponenti della minoranza hanno contestato la libertà dei genitori di prestare il consenso a questi progetti paragonandola a una forma di “censura” verso i propri figli, o affermando che se i genitori non “gradiscono” l’educazione e l’istruzione della scuola statale pubblica allora dovrebbero “tenerli a casa”. Ancora, c’è stato addirittura chi ha insultato gli italiani insinuando che i genitori non sarebbero in grado di educare i figli alla luce di alcuni casi di violenze familiari, facendo una vergognosa generalizzazione. Una legge sul consenso informato è invece una svolta di civiltà e buon senso, come da tempo chiede Pro Vita & Famiglia onlus con la Campagna “Mio Figlio No. Scuole libere dal Gender”, proprio per tenere lontano dalle aule scolastiche qualsiasi iniziativa di stampo ideologico, spesso orientata verso una visione distorta e pericolosa della sessualità e di chiaro stampo Lgbtqia+.
Così Jacopo Coghe, portavoce di Pro Vita & Famiglia onlus.