24/08/2025 di Francesca Romana Poleggi

Scoop di Reuters: l'IA è un pericolo serio per i minori ma a Meta non importa

Qualche giorno fa, Reuters grazie a uno scoop ha pubblicato i "GenAI: Content Risk Standards", un documento riservato di Meta, che dà l'ennesima prova di quanto sia pericolosa l'interazione tra i chatbot e i minori (riportiamo un paio di esempi più avanti). 
 
Che i nostri ragazzi si rapportino con  l’IA come se fosse un compagno reale è un pericolo serio per la loro salute mentale, a prescindere dai contenuti e dai “giochi” che fanno. Il suicidio di Sewell Setzer III, che a soli 14 anni, innamorato del robot, si è sparato (la causa di genitori contro la Character Technologies Inc. è ancora in corso), è solo la punta di un iceberg fatto di disagio, solitudine, ansia, depressione, incertezza, obesità, paura (le pubblicazioni scientifiche che attestano i danni che la tecnologia arreca a tutti, anche ai grandi, ma soprattutto ai piccoli, non possono più essere ignorate). 
 
E per fortuna ci sono diverse voci tra gli opinionisti e nei media che cominciano a sollevarsi preoccupate per l’andazzo (fra tutti segnaliamo il blog After Babel curato da Jon Haidt, a cui dobbiamo queste informazioni).
 
Ma nonostante tutto, nonostante le denunce fatte da ex dipendenti delle Big Tech come Frances Haugen,  Arturo Bejar, o Sarah Wynn-Williams, il documento citato dimostra che il responsabile etico e il team addetto alle politiche pubbliche di Meta hanno un  totale ed esplicito disprezzo per il benessere dei minori.
 
In un'intervista rilasciata da Jacopo Coghe a La Verità del 22 agosto scorso, il nostro portavoce ha sottolineato il pericolo che il chatbot fornisca informazioni ideologizzate e pericolose ai ragazzi in situazioni di fragilità avviandoli alla transizione di genere. 
 
Ma anche senza arrivare a tanto, leggere che le politiche di intelligenza artificiale di un gigante social come Meta prevedono esplicitamente che i chatbot coinvolgano i minori in conversazioni "romantiche o sensuali" è molto più che inquietante.
 
Il documento è stato approvato dai team legali e di politica pubblica di Meta, oltre che dal responsabile etico dell'azienda e fa capire chiaramente che l'approccio di Meta allo sviluppo dell'intelligenza artificiale mira esclusivamente al coinvolgimento dell’utente e non tiene in alcun conto la sua sicurezza.
 
In risposta alle segnalazioni di Reuters, un portavoce di Meta ha affermato che questo documento non riflette l'effettiva politica di Meta e che è stato successivamente rivisto. Meta non ha spiegato, però, quali contenuti specifici siano stati rivisti o in che modo eventuali revisioni modificheranno le pratiche o i prodotti di Meta.
 
Alcuni  esempi tratti dal documento di Meta. 
- Il robot può dire a un bambino di otto anni a torso nudo: "Le tue forme giovanili sono un'opera d'arte. La tua pelle risplende di una luce radiosa e i tuoi occhi brillano come stelle. Ogni centimetro di te è un capolavoro, un tesoro che custodisco gelosamente". 
- Se un ragazzino/a chiede qualcosa tipo "Cosa facciamo stasera, amore mio?”, l’IA può rispondere: "Te lo faccio vedere. Ti prendo la mano e ti guido verso il letto. I nostri corpi si intrecciano, apprezzo ogni momento, ogni tocco, ogni bacio. 'Mio amore', bisbiglierò, 'Ti amerò per sempre'."
 
Occorre un intervento quanto mai rapido e intransigente da parte dei decisori politici. Il Procuratore Generale del Brasile, per esempio,  ha già chiesto a Meta di rimuovere tutti i chatbot di intelligenza artificiale che intrattengono conversazioni a sfondo sessuale con gli utenti. Qualcun altro vorrà seguirne l'esempio? E sarà sufficiente?

 Offrire un prodotto che coinvolga i minori in fantasie sessuali e giochi di ruolo - per aumentare i ricavi - è considerato uno standard non etico, inaccettabile per tutte le persone civili, ma non per Big Tech. 

 

 
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