Sono trascorsi 234 giorni da quando i tre figli della cosiddetta “Famiglia nel Bosco” sono stati allontanati dai genitori Nathan e Catherine Trevallion, ma il caso non ha ancora trovato una soluzione. Gli ultimi aggiornamenti, che riguardano sia il percorso scolastico dei bambini sia le richieste e le aperture depositate dai Servizi Sociali, sembrano tuttavia far ben sperare in vista di un tanto atteso ricongiungimento familiare.
Bambini promossi a scuola
Lo scorso 3 luglio è arrivata una notizia importante per la famiglia: i tre bambini hanno superato positivamente gli esami di idoneità per l’accesso alla classe successiva. Promozione alla quarta elementare per la primogenita, di nove anni, e alla seconda per i gemelli di sette anni. Le prove si sono svolte presso un istituto comprensivo in provincia di Chieti, dove una commissione esaminatrice ha valutato la preparazione dei minori su diverse discipline, concentrandosi in particolare sulle capacità di comprensione del testo. Il giudizio finale è stato di piena idoneità. A commentare la notizia è stato l’avvocato Simone Pillon, legale della coppia anglo-australiana, che ha sottolineato come l’esito degli esami confermi «la bontà del percorso di scuola parentale scelto dai genitori» e portato avanti anche durante l’anno trascorso dai tre minori nella casa famiglia di Vasto, dove si trovano dallo scorso 20 novembre. Intanto, si attende ancora la decisione del Tribunale per i minorenni dell’Aquila sulla richiesta di ricongiungimento presentata dallo stesso Pillon il 25 giugno scorso: un documento di 99 pagine che ricostruisce l’intera vicenda processuale e umana della famiglia, evidenzia i nuovi accertamenti istruttori e i fatti sopravvenuti, e dà atto – secondo quanto riferito sempre dal legale – di un rinnovato clima di collaborazione tra le parti, oltre alla richiesta, condivisa da CTU, consulenti di parte ed équipe di neuropsichiatria infantile, di un rientro dei minori in famiglia definito rispettivamente «immediato» e «urgente».
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Tre ore davanti ai giudici
L’altro aggiornamento arriva dalla convocazione dei tre bambini davanti ai giudici, lo scorso 7 luglio, quando sono stati ascoltati per circa tre ore. Scortati da polizia e carabinieri, sono entrati poco dopo le 10 da un ingresso secondario, accompagnati dalla tutrice e da un’assistente sociale, per poi lasciare il tribunale poco prima delle 13. Si è trattato di un nuovo e delicato passaggio nel procedimento avviato lo scorso novembre, quando ai genitori era stata sospesa la responsabilità genitoriale e i bambini erano stati trasferiti in casa famiglia. L’ascolto si è svolto nel più stretto riserbo e con rigorose misure di sicurezza: secondo quanto si è appreso, i giudici si sono riservati la decisione. Questo passaggio rappresenta uno degli elementi più delicati dell’intero procedimento e sarà tenuto in considerazione nelle prossime valutazioni del collegio, non escludendo che possa contribuire a delineare anche gli scenari futuri, compresa l’eventuale ipotesi di un ricongiungimento familiare.
L’apertura dei Servizi Sociali
A rendere ancora più concreta la speranza – ma si tratta, per ora, solo di ipotesi – del ricongiungimento è la proposta depositata dai Servizi Sociali presso il Tribunale per i minorenni dell’Aquila, nella quale viene valutata positivamente la possibilità di far tornare i tre minori dai genitori Nathan e Catherine. Questa possibilità, però, sarebbe subordinata – come ha riportato il quotidiano Il Messaggero – al fatto che la coppia accetti di iscrivere i figli a una scuola pubblica. Un dettaglio, questo, che però stravolgerebbe l’impostazione educativa a cui finora erano abituati i bambini e gli stessi coniugi Trevallion, ovvero il percorso di scuola parentale
Decisione prima della fine di luglio
Intanto, l’ultimissimo aggiornamento arriva sempre dall’avvocato Simone Pillon, che nella giornata di venerdì scorso ha dichiarato che dopo l'ascolto dei minori, da cui sono emersi preziosi elementi in favore del loro rientro a casa, il Tribunale per i minorenni dell'Aquila, su istanza della difesa, ha anticipato al prossimo 20 luglio il termine per le memorie di parte. È dunque ipotizzabile che la decisione sulla domanda di ricongiungimento familiare pervenga entro l'ultima settimana di luglio. Sempre Pillon ha quindi aggiunto che i genitori osano sperare che la famiglia possa riunirsi entro il compleanno della primogenita, che cade proprio in quei giorni.
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