Sala: «I colori del gay pride sono i colori di Milano». O no?

L’Azienda Trasporti Milanesi (ATM), dietro richiesta del sindaco Sala e della sua giunta, ha deciso di lasciare in via permanente la fermata della metropolitana di Porta Venezia tinta di arcobaleno. La colorazione era stata disposta in occasione del gay pride scorso. A suo tempo Beppe Sala ha dichiarato: «I colori del gay pride sono i colori di Milano». Cioè, tutti i milanesi sono gay e orgogliosi di esserlo?

Intanto l’arcobaleno resta. La Pubblica Amministrazione si privatizza in materia di tendenze sessuali. C’è chi si chiede: perché non dedicare una stazione metro agli “eterosessuali”? Perché sono i gay la minoranza. Perdipiù discriminata a causa di una fobia diffusa, prodotta da ignoranza e fanatismo religioso. Allora anche i pedofili...

Eppure basta guardare i dati per capire, se ce ne fosse bisogno, che l’omofobia è un’invenzione. Ma ogni giorno – dirà qualcuno – si ha notizia di aggressioni e / o discriminazioni subite da gay, lesbiche & co.! Premesso che ogni atto di violenza, per qualsiasi ragione è comunque esecrabile e va punito severamente, bisogna vedere all’atto pratico cosa è successo davvero: il rapinatore rapina comunque – con violenza – anche i gay. Ma non “perché” gay... e invece tutti strillano all’omofobia.

Come evidenziato da La Nuova Bussola Quotidiana, un’indagine effettuata alla fine dell’anno scorso dall’Osservatorio per la sicurezza contro gli atti discriminatori (Oscad), istituito presso la Polizia di Stato e l’Arma dei Carabinieri, i casi di discriminazione omo-transfobica segnalati erano 13. Tra il 2010 e il 2017, il 60% dei casi erano dettati da motivi etnici o razziali, nel 18% dei casi da motivi di carattere religioso, solo nel 13,5% dei casi il motivo riguardava l’orientamento sessuale, per finire all’1% relativo ai transessuali.

Nessuna emergenza, dunque. Soprattutto, nessuna fobia: se si definisce, sulla base dell’evidenza, contraria alla natura la pratica omosessuale, non si ha alcuna fobia degli omosessuali; semplicemente si compie un atto di ragione. Quella ragione che manca ai nostri politici quando decidono di usare soldi pubblici per contribuire alla propaganda di un’ideologia campata in aria e che oltretutto difende uno stile di vita pericoloso per la salute, come abbiamo sempre detto.

Alcuni cittadini hanno protestato distribuendo dei volantini: hanno constatato che la maggioranza dei passanti era d’accordo con loro, anche se non sono mancate due o tre persone che hanno minacciato di chiamare la Gaystapo per farli punire...

Qui la petizione di CitizenGo:
No alla “fermata LGBT” nella metro di Milano: è un bene di tutti 

Redazione

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