20/05/2022 di Francesca Romana Poleggi

Ru486: ecco il conflitto d'interessi. . . Sulla pelle delle donne

Il report recentemente pubblicato nella Biblioteca di Pro Vita & Famiglia, scritto da Lorenza Perfori e intitolato "Aborto: dalla parte delle donne", è un documento denso di dati e di citazioni. Da esso vorremmo estratte ed evidenziare alcune delle questioni sulle quali è  particolarmente importante riflettere e sulle quali ci piacerebbe aprire un confronto franco, leale e trasparente con le autorità sanitarie e con gli abortisti, nel vero interesse delle donne e della loro "salute sessuale e riproduttiva". Per la bibliografia e gli approfondimenti, ovviamente, rimandiamo alla nostra pubblicazione.




Quando nell’agosto 2020 il ministro Speranza ha emanato le nuove linee guida per estendere la somministrazione della Ru486 fuori dall’ambiente ospedaliero protetto e fino a 63° giorno di gestazione, i pareri della SIGO (Società Italiana Ginecologia e Ostetricia) e del CSS (Consiglio Superiore della Sanità) che avevano dato l’ok al Ministero erano stati secretati. Non  si poteva sapere su quali basi questi organi consultivi avessero ritenuto che l’estendere il limite dell’età gestazionale e il consentire l’aborto casalingo non comportassero un maggior rischio per la salute delle donne. 

Dopo un po’ di tempo, abbiamo scovato sul sito dell’Ordine dei Farmacisti della provincia di Modena dette motivazioni. A giudicare dalla bibliografia riportata e da quella che è stata invece tralasciata, è evidente che il Ministero della Salute (come l’OMS e come gli enti di consulenza di altri Governi) è schierato apertamente e ideologicamente pro aborto: vengono sistematicamente ignorati tutti gli studi che evidenziano un maggior pericolo per le donne, quelli che evidenziano complicazioni fisiche e psichiche, e che riportano dati sulla mortalità. E altresì, degli studi che invece considerano, ignorano le parti che esprimono dubbi sulla bontà dell’aborto casalingo. 

Hanno ignorato inoltre il palese conflitto di interesse di alcuni autori considerati, che collaborano o hanno collaborato con le case produttrici o distributrici della Ru486, come Creinin e Grossman, abortisti schierati, collaboratori della  Danco Laboratories, la società produttrice della Ru 486. 

In particolare, uno studio è stato citato per sostenere che non è neanche necessaria un’ecografia per escludere la gravidanza extrauterina e si può somministrare subito (appena la donna scopre di essere incinta) la RU486. Però tutti gli autori di detto studio erano membri del comitato consultivo scientifico esterno della Exelgyn, l’azienda farmaceutica francese che produce e commercializza la Ru486 in Europa. 

Si tratta dello studio di Fiala C, Bombas T, Parachini M, Agostini A, Lertxundi R, Lubusky M, Saya L, Danielsson KG; Management of very early medical abortion-An international survey among providers. Se si va ad aprire il link, si vede che all’inizio c’è la “Dichiarazione di conflitto di interessi”. Traduciamo dall’inglese: «Gli autori erano tutti membri del comitato consultivo scientifico esterno di Exelgyn al momento di questo studio. Christian Fiala ha prestato servizio ad hoc come docente invitato per Exelgyn. Aubert Agostini è membro del consiglio di amministrazione di Nordic Pharma e MSD e ricercatore di alcuni studi farmaceutici nordici. Teresa Bombas è membro del comitato consultivo per Merck e HRA, ha un rapporto di consulenza occasionale con Exelgyn e Nordic, ed è relatore a conferenze/ simposi organizzati da Bayer, Merck, HRA, Gedeon, ed Exelgyn. Roberto Lertxundi ha una relazione finanziaria (membro di comitati consultivi, docente e/o consulente) con Exelgyn, Nordic-Pharma, Exeltis, Bayer-Pharma e Teva. Marek Lubusky ha occasionalmente rapporti di consulenza con Exelgyn e Nordic. Mirella Parachini ha un rapporto di consulenza occasionale con Exelgyn e Nordic. Kristina Gemzell-Danielsson ha lavorato su base ad hoc come docente invitato per Exelgyn, Line Pharma e Gynuity, e come investigatore in studi clinici condotti da Concept Foundation/ SunPharma. Laurence Saya è un dipendente di Altius Pharma CS, e come tale è stato indirettamente pagato da Exelgyn per un aiuto nella scrittura medica».

Ora sappiamo perché le direttive Speranza sono secretate! Insomma, Speranza ha chiesto all’oste come è il vino. Sulla pelle delle donne.

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