27/08/2025 di Francesca Romana Poleggi

Potenziati i Centri per la Famiglia: ora tocca alle Regioni

Il Dipartimento per le politiche per la famiglia della Presidenza del Consiglio dei Ministri ha pubblicato l'avviso destinato alle Regioni per il rafforzamento o la creazione dei Centri per la famiglia.

Ora sta alle singole Regioni compiere gli adempimenti necessari per accedere ai fondi stanziati dal Governo.

Vigiliamo affinché gli enti locali si diano da fare!

Dal sito del Dipartimento in oggetto  apprendiamo che, gli interventi realizzati sono stati dettati dalla crisi di natalità - che investe ormai tutta l’Europa  e impatta sul nostro Paese con particolare evidenza,  con tutte le ripercussioni negative  economiche, sociali, e ambientali (perché lo spopolamento è causa di depauperamento dei territori e, con particolare riguardo alle aree interne del nostro Paese, mette a rischio l’immenso patrimonio storico, naturalistico, culturale, di tradizioni, che il cuore della nostra Nazione custodisce).

Le misure adottate vanno dal  rafforzamento dei servizi per la prima infanzia, al sostegno alle madri lavoratrici, alla valorizzazione dei territori e, poiché riconoscono  la famiglia e le relazioni di prossimità  come elementi fondanti e centrali del complesso problema culturale,  tendono ad "aiutare a rendere la famiglia e la genitorialità non solo compatibili con i nuovi stili di vita, ma anche attrattive alla luce di essi".

Quindi occorre potenziare la diffusione dei servizi sui territori, al fine di rafforzare le funzioni di supporto e di informazione alle famiglie svolte dai Centri per la famiglia.

Perciò "l’articolo 33, della legge 13 dicembre 2024, n. 203 ha aggiunto all’articolo 1, comma 1250 della legge n. 296 del 2006, la lettera “e-bis) interventi volti a potenziare il ruolo dei centri per la famiglia”, differenziando dunque espressamente il ruolo dei centri da quello svolto dai consultori familiari, ai quali erano prima accostati.

Inoltre, l’articolo 14, del decreto-legge 15 settembre 2023, n.123, convertito con modificazioni dalla L. 13 novembre 2023, n. 159 (c.d. Decreto Caivano) ha previsto, da un lato, che i Centri per la famiglia offrano consulenza e servizi e dall'altro che  che il Ministro per la famiglia, la natalità e le pari opportunità realizzi un'intesa in sede di Conferenza Unificata, avente ad oggetto i criteri e le modalità di attuazione dei servizi e delle prestazioni erogabili dai Centri per la famiglia".

Le Regioni dispongono così del Fondo per le politiche della famiglia per gli anni 2024 (28 milioni circa) e 2025 (32 milioni), per la tutela dei minori rispetto all’esposizione a contenuti pornografici e violenti, per la prevenzione dell'uso di sostanze psicotrope, e la valorizzazione pratica dell’invecchiamento attivo.

I Centri per la Famiglia sono deputati , nel Piano nazionale per la famiglia 2025-2027 e nel Piano nazionale di azione e di interventi per la tutela dei diritti e lo sviluppo dei soggetti in età evolutiva 2025-2027, a promuovere "il benessere della famiglia intesa come soggetto, che si può meglio realizzare attraverso una rete coesa, sussidiaria e capacitante a supporto delle famiglie stesse".

L' avviso , a cui è allegato il format da sottoscrivere, è un'opportunità per le Regioni che intendano usufruire di un finanziamento statale, per la nascita e l'organizzazione di nuovi Centri per la famiglia e per il  potenziamento di quelli esistenti, "affinché diventino veri e propri luoghi di accompagnamento, supporto e orientamento nei confronti della maternità e della paternità, della tutela e promozione dello sviluppo armonioso dei bambini e degli adolescenti, in una logica di ascolto dei reali bisogni della famiglia".

 

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