Portogallo: comunisti e democristiani contro la legalizzazione della cannabis

Non è la prima volta che questi due partiti, ancora vivi e vegeti in Portogallo, si alleano per qualcosa di buono, era già successo lo scorso anno quando insieme si erano opposti alla eutanasia. Nei giorni scorsi questa virtuosa alleanza degli opposti si è ripetuta. Il Portogallo rifiuta di dare il via libera alla cannabis ricreativa, la maggioranza dei deputati dell’Assemblea della Repubblica portoghese ha votato contro, nei giorni scorsi, ai due progetti di legge che proponevano la legalizzazione della cannabis. Il voto ha portato alla singolare unione di conservatori del Partito Socialdemocratico (Psd) e del Centro Socialdemocratico (Cds) con i rappresentanti del Partito Comunista portoghese (Pcp), che hanno formato la maggioranza contro la mozione di socialisti e liberali.

Sin dall’inizio, sia il Cds che il Pcp erano contrari alla proposta; il partito liberale ritiene che la cannabis sia una droga come qualsiasi altra, mentre i comunisti sostengono che il consumo della sostanza “non è innocuo” e che le possibilità del suo uso che portano a una dipendenza sono troppe per consentirne la legalizzazione. Il fronte contro la droga libera ha vinto, per ora: solo con ricetta medica e comprovata necessità curativa si potrà ottenere cannabis in farmacie, l’opinione pubblica portoghese spera che la inedita alleanza mantenga la propria opposizione anche in futuro. I Socialisti al governo desiderano invece introdurre la liberalizzazione della droga a scopo ricreativo prima delle elezioni europee di maggio prossimo, una misura di ‘progresso’ alla quale l’unione di ‘diavolo e acqua santa’ si oppone con forza e con i dati della scienza medica.

Luca Volontè

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