08/10/2016

Pornografia: contrastarla in rete si può?

La pornografia è stata spesso definita come un cancro per la società, un fattore di crisi della salute pubblica.

È certamente una causa di grave malessere sociale.

Ci sono alcune grandi aziende che si danno ad azioni concrete di contrasto al porno: per esempio alcuni ristoranti della catena Mc Donalds (di cui abbiamo parlato qui) che offrono il Wi-Fi ai clienti, ma con una connessione che non può accedere a siti porno; oppure la grande catena di alberghi svedesi Nordic Choice Hotels che ha rimosso i canali porno dalle TV nelle camere.

Poi ci sono i Governi che tentano la battaglia contro la pornografia on line: tre anni fa l’Islanda ha esteso all’internet il divieto di pubblicazione di materiale pornografico che vige anche  al di fuori del web.

Anche il governo russo sta intervenendo concretamente contro la pornografia in rete: PornHub e YouPorn, due dei siti porno più famosi al mondo saranno bloccati in tutto il paese.

Questi si aggiungono alla lista di  138 altri siti pornografici che dallo scorso anno sono stati bannati, dopo che alcune sentenze li hanno giudicati pericolosi per i bambini.

L’autority che si occupa delle comunicazioni, la Roskomnadzor, fa in modo che quando si digita l’URL di uno dei siti bannati appaia sullo schermo dell’utente la scritta: «Cerca di incontrare qualcuno nella vita reale».

Ai critici che temono che il Governo possa “prenderci la mano” e operare la censura di Internet, con grave detrimento per la libertà di manifestazione del pensiero (come accade in Cina), Putin ha risposto che l’accesso alle informazioni deve essere e resta illimitato. Devono essere bloccati solamente i  siti che promuovono il terrorismo, la xenofobia, l’odio religioso, la pedopornografia, la droga e il suicidio: sono le leggi dello Stato a sancire l’illegalità di certi contenuti.

Redazione

Fonte: Lifesitenews.com

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