25/04/2016

Più aborto e meno trasparenza: la nuova strategia dell’Onu

Per diffondere maggiormente l’aborto nel mondo (vedi ad esempio qui e qui), l’Onu preferisce tenere ben nascosti i movimenti finanziari destinati allo scopo.

Il Center for Family & Human Rights (C-Fam) segnala che il Segretario generale delle Nazioni Unite, Ban Ki Mooon, a partire da quest’anno, ha stabilito di non rendere nota la tradizionale relazione riguardante le spese destinate alla cosiddetta ‘salute riproduttiva’ (che in neo-lingua orwelliana significa aborto e contraccezione).

La motivazione ufficiale di questa mancata pubblicazione sarebbe la difficoltà di calcolare i costi dei distinti settori attinenti alle politiche in oggetto. La realtà però è un’altra. L’obiettivo di Ban Ki Moon è non far sapere come vengono effettivamente utilizzati i soldi. Evidentemente gli scopi non sono poi così nobili e... ‘umanitari’.

Di fatto il Segretario generale delle Nazioni Unite sembra voler seguire l’esempio del Fondo Onu per la popolazione (Unfpa) e dell’Istituto Guttmacher, legato – guarda caso – a Planned Parenthood. Quest’ultimo, in particolare, raccomanda di insistere maggiormente (e di conseguenza di investire) sul concetto di ‘pianificazione familiare’, ovvero su aborto e contraccezione, piuttosto che sulla ‘salute della madre’. Ecco allora che, se a parole si dice di utilizzare i quattrini per aiutare le mamme e poi nei fatti li si spende per ammazzare bambini, chiaramente è bene non divulgare alcun bilancio...

D’altra parte, che tali organismi internazionali pensino a tutto fuorché alla vita di bambini e donne lo abbiamo già ripetuto tantissime volte. Vi abbiamo anche dedicato il numero di maggio 2015 della nostra rivista.

C-Fam ritiene che la scelta dell’Onu sia dettata dalla necessità di diffondere sempre più l’aborto nascondendolo dentro politiche più ampie, magari con denominazioni ‘accettabili’. In tal modo, sarà certamente più facile evitare contestazioni e richieste di chiarimento. Probabilmente si ha paura di rispondere di tali malefatte all’associazionismo pro-life...

Ad applaudire alla mancata trasparenza di Ban Ki Moon c’è la candidata democratica alla presidenza degli Stati Uniti, Hillary Clinton, le cui simpatie per la cultura della morte sono ben note.

In pratica, la signora Clinton vorrebbe che gli Usa finanziassero l’aborto nel mondo. Al momento però è impossibile a causa dell’emendamento Helms, datato 1973. C’è però una via d’uscita grazie, per l’appunto, alle Nazioni Unite. Non pubblicando più alcun bilancio in materia di ‘salute riproduttiva’ (termine assai ampio, che comprende varie misure...), il governo americano potrebbe tranquillamente destinare vari fondi all’omicidio dei nascituri. Nessuno lo saprà mai. Anzi, all’opinione pubblica si riferirà che i suoi soldi vengono utilizzati per aiutare le mamme in difficoltà.

Parlare di ipocrisia è troppo poco. Qui siamo di fronte ad una menzogna luciferina.

Redazione


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