01/08/2025 di Luca Marcolivio

Piemonte. L’assessore Marrone: «Per la stanza dell’ascolto solo uno stop momentaneo»

Il Piemonte si conferma Regione a misura di vita nascente, sia pure, ancora una volta, tra mille polemiche e fraintendimenti. Ma non c’è nulla di ambiguo, né di ideologico nella “Stanza dell’Ascolto”, misura varata nel settembre 2024, fortemente voluta dall’assessore alle Politiche Sociali e dell’Integrazione Sanitaria, Maurizio Marrone, da sei anni protagonista di tante battaglie pro-life e pro-family, sempre tradotte in risultati concreti. È forse per questo che i collettivi femministi piemontesi lo hanno sempre visto come il nemico n. 1: l’assessore Marrone realizza quello che promette in ambito pro life e ciò l’ha reso uno dei politici più scomodi.

Quanto alla “Stanza dell’Ascolto”, che prevede un’assistenza potenziata alle future mamme in difficoltà economica o psicologica presso l’Ospedale Sant’Anna di Torino, non c’è nulla che vada contro la Legge 194 nella sua parte preventiva, che riconosce e promuove il ruolo dei consultori. Oltretutto, lo stop decretato dal Tar all’inizio di luglio è soltanto di carattere procedurale e formale e non entra nel merito della problematica che la Stanza dell’Ascolto intende affrontare. Eppure, per l’ennesima volta, femministe, opposizione e stampa di sinistra hanno (chissà, forse volutamente) travisato l’argomento, facendo passare la sentenza del Tar per quello che non era.

La verità sulla sentenza del Tar

«La sentenza del Tar Piemonte sulla Stanza dell’Ascolto - ricorda l’assessore Marrone ai microfoni di Pro Vita & Famiglia - ha rigettato i motivi di ricorso legati alla presunta violazione e falsa applicazione della legge 194, confermando la piena legittimità del servizio oggetto della convenzione nella struttura ospedaliera ostetrico-ginecologica Sant’Anna di Torino, ma accogliendo esclusivamente il motivo legato alla necessità di prevedere nella convenzione stessa la verifica in concreto dei requisiti di esperienza, professionalità e formazione dei volontari e delle volontari attivi nella stanza, esattamente come fanno le Asl allorché le associazioni di tutela materno infantile richiedono l’iscrizione all’elenco apposito delle aziende sanitarie del territorio».

Il lavoro della Stanza d’Ascolto, dunque, riprenderà presto e la Regione Piemonte si è già attivata. «Siamo già al lavoro per la scrittura di una nuova convenzione», sottolinea Marrone. «L’obiettivo è di predisporre un testo che recepisca appieno i contenuti indicati come obbligatori dal Tar Piemonte, potendo così riaprire la Stanza all’Ospedale Sant’Anna».

Le inutili e ideologiche polemiche

Di fronte alle ennesime strumentalizzazioni da parte di sinistra e femministe, Marrone replica con i fatti: «A parlare sono i numeri. Grazie alle maggiori risorse in Piemonte il fondo Vita Nascente per le mamme e coppie in difficoltà economiche è divenuta un vero e proprio intervento strutturale, con centinaia di mamme seguite e supportate attraverso percorsi curati dalle associazioni del terzo settore, in collaborazione con Servizi Sociali, Caritas, Consorzi socio-assistenziali, Asl, Comuni e anche Consultori. Passando dai 460mila euro del 2023, a 1 milione del 2024, i progetti finalizzati alla piena applicazione della Legge 194, che prevede la promozione del “valore sociale della maternità”, il sostegno delle gestanti in difficoltà e la tutela materno-infantile “contribuendo a far superare le cause che potrebbero indurre la donna all’interruzione della gravidanza”, hanno accolto e ricevuto oltre 800 donne, avviando percorsi di accompagnamento individualizzato per 618 mamme e donne in gravidanza. Questa è la migliore risposta», conclude l’assessore.

 

 

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