02/05/2026 di Redazione

Perugia boccia Network "Comuni Amici della Famiglia". Associazioni familiari: «Profonda amarezza, così si danneggiano famiglia e città»

Perugia respinge il rafforzamento dell’adesione al Network “Comuni Amici della Famiglia”. Le associazioni familiari denunciano un passo indietro su natalità, genitori e servizi.

Le Associazioni Familiari della città di Perugia (Pro Vita & Famiglia, Associazione Nazionale Famiglie Numerose Umbria e Family Day Umbria) esprimono viva preoccupazione e profondo rammarico a seguito dell'ultima seduta del Consiglio Comunale, durante la quale è stato respinto l'emendamento volto a rafforzare l’adesione al Network Nazionale dei “Comuni Amici della Famiglia” e bocciato un pacchetto di interventi concreti a sostegno della natalità.

I fatti: un passo indietro per la città

Nonostante Perugia possieda già la certificazione "Family Friendly", la scelta della maggioranza di non integrare il percorso già avviato con le nuove proposte (tra cui l'adesione al programma UNICEF) appare come una volontà deliberata di smantellare un modello strutturato e funzionante. «Non siamo di fronte a una legittima alternanza di visione, ma a un tentativo di cancellare ciò che è stato fatto 'da quelli di prima', ignorando che le politiche familiari non dovrebbero avere colore politico», dichiarano i rappresentanti delle associazioni. «Far parte del Network non è un titolo simbolico, ma un impegno a sottoporre ogni scelta amministrativa a una valutazione di impatto familiare».

Dalla Famiglia ai "bambini": uno spostamento di baricentro che preoccupa

Le associazioni sottolineano con forza che la visione proposta dall'amministrazione, focalizzata esclusivamente su "Perugia Città Amica dei Bambini", rischia di svuotare le politiche familiari. «Spostare l’attenzione dalla famiglia al solo bambino è una scelta che toglie centralità ai genitori, è urgente invece fare politiche familiari che concepiscano la famiglia come soggetto sociale unitario. È la famiglia, nel suo complesso, che va sostenuta: sono i padri e le madri che devono essere messi in condizione di mettere al mondo il secondo o il terzo figlio attraverso servizi, agevolazioni fiscali e conciliazione vita-lavoro. Senza una famiglia solida, non può esserci una città a misura di bambino».

Il paradosso di Perugia: servizi chiusi e ritardi inspiegabili

L'amarezza delle associazioni è acuita dal confronto impietoso con i territori limitrofi. Mentre a Foligno (Zona Sociale n. 8) è stato inaugurato il nuovo Centro per la Famiglia — utilizzando i medesimi fondi regionali e seguendo le stesse tempistiche burocratiche di Perugia — nel capoluogo la situazione è di totale stallo. «Il Centro per le Famiglie di Perugia è stato chiuso a dicembre 2025, interrompendo bruscamente un servizio fondamentale avviato dalla precedente amministrazione. Solo ora, con un ritardo incomprensibile rispetto ad altre zone sociali, è stato pubblicato l’avviso per la nuova gestione. Questo significa che la riapertura non avverrà prima dell'estate». Le associazioni pongono una domanda chiara all'amministrazione: perché lasciare per mesi le famiglie prive di un supporto così importante? «Il sospetto è che quel servizio, per come era impostato — ovvero orientato ai bisogni reali e privo di sovrastrutture ideologiche — risultasse 'scomodo'. Si è preferito interrompere tutto nettamente anziché dare continuità: smontare ciò che funziona per marcare una distanza politica è una scelta che ricade sulle spalle dei genitori perugini».

Cos'è il Network Comuni Amici della Famiglia

Il Network è un distretto nazionale che aggrega i comuni che intendono promuovere politiche orientate al benessere familiare. Essere un "Comune Amico della Famiglia" significa:

  • Adottare tariffe e agevolazioni basate sul numero dei figli;
  • Garantire standard di qualità nei servizi per l'infanzia e il tempo libero;
  • Sottoporsi a un monitoraggio costante e scambiare buone pratiche con centinaia di comuni italiani.

In conclusione, le associazioni respingono le continue accuse di faziosità: «Guardiamo ai fatti, non alle bandiere. Smontare un percorso che ha dato frutti in tutta Italia è un errore strategico ed in controtendenza rispetto a quello che accade nel restante territorio italiano, dove sono sempre di più i comuni che aderiscono al Network. Chiediamo coerenza, concretezza e il coraggio di difendere i valori familiari oltre gli schemi di partito».



 

 

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