Anche il Papa, nella sua enciclica Magnifica Humanitas, ha messo chiaramente in guardia dai gravi pericoli che corre ciascuno di noi in un mondo in cui la tecnologia è “padrona” dell’uomo. A dire il vero Leone XIV ha anche tuonato contro l’aborto e l’eutanasia, a favore della famiglia naturale e del primato educativo dei genitori (pare però che pochi se ne siano accorti!).
La questione del dover convivere con “macchine infernali” (per dirla con l’Ariosto) è comunque davvero troppo importante; quindi è giusto che questa Rivista torni di nuovo sull’argomento. Anzitutto per dare informazioni e quindi speranza: se prendiamo coscienza della gravità del pericolo possiamo liberarci da questa “padrona” che attenta alla nostra dignità. Nel mondo, poi, qualcosa si sta muovendo. Avendo dovuto constatare, ahinoi, i danni gravi e non sempre reversibili che telefonini e social arrecano ai giovani, è finalmente cominciata una sorta di ribellione allo strapotere delle Big Tech, anche a livello giurisdizionale. Sono piccoli passi, ma sono un inizio.
Giustamente molti diffidano di chi vuole che siano controllati gli utenti dei social: i controllori a loro volta ne approfittano per profilare, carpire dati ecc. Siamo nel “capitalismo della sorveglianza” e non sono solo le grandi piattaforme social che cercano di guadagnare sfruttando i dati sulle nostre vite, le nostre menti e i nostri sentimenti. Sappiamo bene che ogni nostro respiro può essere tracciato, anche senza che pubblichiamo “storie” su Instagram. Ma, per esempio, il consenso dei genitori per l’iscrizione dei minori e la verifica dell’età possono essere fatti con strumenti sufficientemente sicuri che non consentano la profilazione degli utenti.
Chiediamo quindi a tutti i Lettori di formarsi, informarsi, e firmare la nostra petizione “Stop ai social per i minori di 16 anni”: è solo l’inizio della lunga battaglia per la nostra libertà.
Ma prima di tutto e soprattutto, cari Amici, non indugiate: basta una piccola donazione a ProVita & Famiglia e riceverete uno splendido strumento di formazione e informazione a casa vostra.
Non siete sicuri che valga la pena? Cliccando qui, potete inoltre vedere le anteprime dei numeri pubblicati finora: provare per credere