07/02/2020

Papa, nel Gender il male si fa presente, dirlo non è discriminazione

Suonano forti le parole del Papa su Gender e discriminazione, oggi che viene chiamata “discriminazione” anche ciò che non lo è. È in uscita il nuovo libro-intervista di Papa Francesco, un dialogo con il docente don Luigi Maria Epicoco dal titolo “San Giovanni Paolo Magno”. Fra i vari temi toccati, il sacerdote chiede al pontefice quale sia, secondo lui, oggi «la modalità più specifica attraverso cui il male si fa presente e agisce».

Aleteia riporta la risposta di Francesco: «Una di queste è la teoria del Gender. Voglio però subito precisare che dicendo questo non mi sto riferendo a coloro che hanno un orientamento omosessuale. Il Catechismo della Chiesa Cattolica ci invita anzi ad accompagnare e a prenderci cura pastorale di questi fratelli e di queste sorelle. Il mio riferimento è più ampio e riguarda una pericolosa radice culturale».

E precisa: «Nel Gender si vede come un’idea vuole imporsi sulla realtà e questo in maniera subdola. Vuole minare alle basi l’umanità in tutti gli ambiti e in tutte le declinazioni educative possibili, e sta diventando un’imposizione culturale che più che nascere dal basso è imposta dall’alto da alcuni Stati stessi come unica strada culturale possibile a cui adeguarsi».

La verità evidente e scientifica è che possiamo essere solo o maschi o femmine, che il sesso è un dato biologico immutabile e che possiamo avere tutti solo un padre e una madre.

Eppure, chi, pur con rispetto verso tutti, afferma queste realtà, contrastate dall’ideologia Gender, è spesso accusato di discriminare.

Ma non è discriminazione questa ed anche il Papa lo conferma: «Se io dico in maniera chiara questa cosa, non è per discriminare qualcuno, ma semplicemente per mettere in guardia tutti dalla tentazione di cadere in quello che è stato il progetto folle degli abitanti di Babele: annullare le diversità per cercare in questo annullamento un’unica lingua, un’unica forma, un unico popolo. Questa apparente uniformità li ha portati all’autodistruzione perché è un progetto ideologico che non tiene conto della realtà, della vera diversità delle persone, dell’unicità di ognuno, della differenza di ognuno».

E pensare che oggi ci sono proposte di legge che vorrebbero mettere il bavaglio a tutti coloro che protestano affinché i figli non vengano indottrinati con le menzogne dell’ideologia Gender.

Diciamo “No”, dunque, alle vere discriminazioni, quelle che offendono la dignità della persona, perché nessuno mai dev’essere maltrattato e aggredito fisicamente o verbalmente, chiunque esso sia e qualunque sia il suo pensiero, e diciamo “Sì” alla libertà di dire ai nostri figli la verità sulla sessualità e la Famiglia naturale.

 

di Luca Scalise

 

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