Ondata pro vita: Michelino in Brianza

La campagna di Pro Vita & Famiglia per la vita nascente è approdata in Brianza. Tra l’imbocco della Valassina a Seregno e l’Uci Cinemas di Lissone, attualmente campeggiano i cartelli di Michelino, il bambino concepito  da 11 settimane, protagonista anche di tante altre campagne pro life di Pro Vita & Famiglia, con la scritta «Cara Greta, se vuoi salvare il pianeta salviamo i cuccioli d’uomo». L’iniziativa è stata promossa con convinzione ed entusiasmo dall’associazione Ora et labora in difesa della Vita.

Infatti, come ci racconta Wanda Massa, vicepresidente di Ora et labora, l’adesione alla campagna di Pro Vita & Famiglia è stata possibile grazie a un comitato costituitosi a Milano, nel mese di dicembre, in occasione dell’ultimo tour di Gianna Jessen in Italia che, superando le più ottimistiche previsioni, grazie alla generosità dei volontari, aveva consentito, terminato l’evento, di costituire un piccolo fondo cassa. Si è pensato, allora, di reimpiegare i soldi avanzati dalla campagna della Jessen in modo virtuoso, in un’ulteriore opera benefica. L’idea, da subito, era stata  quella di diffondere manifesti pro life, strumento mediatico che l’associazione Ora et labora ha più volte utilizzato in passato fuori dagli ospedali di Cantù, Carate e davanti al Mangiagalli e, proprio notando quanto simili iniziative fossero ostacolate, al punto da portare a rimuovere gli stessi cartelli, ne ha potuto effettivamente testare l’efficacia, tanto da decidere di continuare tenacemente su questa linea, decidendo però, stavolta, di esporre i cartelli su strade ad ampio scorrimento in modo che possano essere visibili a tutti.

Per cui, venuti a conoscenza della campagna di Pro Vita & Famiglia, i volontari di Ora et labora, ne hanno sposato a pieno l’iniziativa per ben 6 anni, durante i quali contribuiranno alla diffusione del nascituro più famoso d’Italia. Insomma, al momento, quello brianzolo si candida a essere il Michelino più longevo di tutte le campagne di Pro Vita & Famiglia, sempre più indispensabili nel ricordarci qual è il primo protagonista dell’ambiente ovvero l’essere umano nella sua condizione più fragile: nel grembo materno.

Manuela Antonacci

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