04/12/2015

Omosessuali – Luca di Tolve oggi è felice

A proposito di omosessuali e di omosessualità, il tema è sempre molto dibattuto e delicato, come dimostra l’esperienza di vita di Luca di Tolve.

Se Bonolis e il suo direttore musicale intendono mandare in scena uno spottone clerical reazionario contro la dignità delle persone omosessuali, sappiano fin d’ora che la nostra reazione sarà durissima, rumorosa e organizzata“. Questo il Comunicato Stampa dell’Arcigay quando si apprese che Giuseppe Povia avrebbe portato a Sanremo una canzone in cui si parlava di un uomo che ‘era’ gay. Perchè tu puoi essere cattolico e diventare buddista, puoi essere uomo e diventare donna, puoi essere carnivoro e diventare vegano, ma se sei gay non puoi più cambiare. E se la si pensa diversamente si viene etichettati come omofobi, reazionari, clerical-fascisti ...

Analoga alla storia di Luca, il protagonista della canzone sanremese di Povia che, malgrado le assurde polemiche, ebbe un ottimo successo (terzo posto a Sanremo 2009), è quella di Luca di Tolve: oggi è sposato, ha una bambina e con la moglie vive presso la Comunità S. Obizio ad Angolo Terme, in Val Camonica, dopo aver fondato il “Gruppo Lot”.

Qui si tengono dei ritiri spirituali, seguendo un percorso che si rifà alle teorie del dottor Nicolosi, psicologo e psicoterapeuta americano che da 30 anni aiuta le persone con pulsioni omosessuali indesiderate a ridurre le proprie attrazioni per lo stesso sesso e ad accrescere il proprio potenziale eterosessuale.

Ad una teoria si può rispondere con un’altra teoria, ma chi può confutare una vita?”. Con questa massima di un monaco del IV secolo, si apre uno dei tanti articoli su Luca Di Tolve. Che dopo anni travagliati di sofferenza, alla ricerca della felicità che sembrava sempre dietro l’angolo ma non arrivava mai, decise di fermarsi e cambiare, cancellare quella maledetta ‘ombra di tristezza’ che lo aggrediva quando rincasava la sera al termine delle serate nei locali della trasgressione, dimenticare il dolore immenso provato nel vedere tutte le amicizie spazzate via negli anni dall’AIDS.

omosessualità_DiTolve_ERO_GAYChi può confutare una vita? Nel libro “Ero Gay”, Luca racconta la sua storia: un’infanzia priva di presenza paterna, una madre possessiva, tanti problemi adolescenziali, la prima esperienza omosessuale, la frequentazione di certi locali, l’attività imprenditoriale che consisteva nell’organizzare crociere per soli gay, veri e propri viaggi-orgia in cui bastava iscriversi per cercare e trovare emozioni senza limiti, senza pudore, senza regole.

La scorsa primavera ho rivisto Luca, conosciuto a Brescia alcuni anni fa a un convegno, al termine di una conferenza sul gender tenuta dall’avvocato Amato a Darfo. In quell’occasione mi raccontò dell’inferno di cui parlavo prima, i continui attacchi, le delazioni e le menzogne che continuano tuttora.

Alcuni episodi recenti: un servizio de Le Iene, infiltrate nella sua comunità per estrapolare alcune parole dal contesto generale e poter così screditare l’intera missione. O articoli al limite del comico, come quello apparso su La Repubblica all’inizio di giugno di quest’anno, in cui dopo aver riassunto la vita di Luca si dice che ora è “impegnato in questa nuova missione che però parte da un assunto smentito in tutte le lingue dall’Oms: cioè che l’omosessualità sia una malattia”.

In realtà per l’omosessualità non si parla mai di ‘malattia’ ma, anche se fosse, quando un ragazzo decide di farsi aiutare chi se ne importa di tutto il resto? Fa così paura la felicità?

Attilio Negrini

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