22/07/2022 di Ufficio Stampa Pro Vita & Famiglia

Omofobia. Pro Vita & Famiglia: «In Puglia come in Italia nessuna emergenza, proposta regionale ideologica da bocciare»

Bari, 22 luglio 2022

«La proposta di legge sull’omotransfobia in discussione al Consiglio Regionale della Puglia non è altro che un mascherato “Ddl Zan regionale”, puramente ideologico, discriminatorio e - come il Ddl bocciato dal Senato - si basa sulla colossale fake news di un’emergenza omofobia che non esiste, né in Italia né in Puglia. La Pdl va assolutamente bocciata, come Pro Vita & Famiglia ha già chiesto e denunciato nell’audizione tenuta lo scorso 20 luglio tramite l’intervento di Vito Iacobazzi, nostro referente nel Forags Puglia», questo il commento di Manuela Antonacci, Referente del Circolo Territoriale Puglia di Pro Vita & Famiglia.

«La Pdl viene smentita - prosegue Antonacci - dai dati Oscad che parlano, tra il 2010 e il 2020, di appena 355 segnalazioni, non accertate, di reati discriminatori riguardanti l’orientamento sessuale (il 14% del totale) e dell’1,3% (33 segnalazioni in dieci anni) per l’identità di genere. In più da una ricerca della Fundamental Rights Agency dell’Unione Europea l’Italia risulta essere tra gli Stati più sicuri dell’Unione per le persone LGBTI. Ovviamente anche una sola aggressione è e sarà sempre da condannare e stigmatizzare, ma parlare di emergenza è una fake news ideologica. Così come ideologici sono - aggiunge Antonacci - alcuni termini contenuti nella proposta di legge, assolutamente ambigui e indefiniti, come “Orientamento Sessuale”, “Identità di Genere” e persino “Discriminazione”. I generi, come i sessi biologici, sono solo due, quelli di “uomo” e “donna” e abbracciare una serie indefinita significherebbe mettere in pericolo in primis le donne (pensiamo ai bagni in comune, alle carceri femminili o alle competizioni sportive), ma anche il concetto stesso di famiglia e l’educazione dei più piccoli. La legge, inoltre, vuole colpire ed etichettare come “omofobi” tutte le associazioni, religioni, politici e singoli cittadini che si oppongono alla teoria gender, alle adozioni per coppie omosessuali e persino alla pratica inuma dell’utero in affitto», conclude Antonacci.

 

 

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