30/11/2025 di Luca Marcolivio

Novità per il Fondo Vita Nascente in Piemonte. L’assessore Marrone: «Più soldi e più iniziative, ecco quali»

In Piemonte il Fondo “Vita Nascente” va avanti, nonostante le critiche strumentali e ideologiche di opposizione, abortisti e femministe, e grazie al costante impegno di Maurizio Marrone, assessore regionale alle Politiche Sociali. Dopo l’approvazione della Giunta Cirio, infatti, il Fondo vedrà un innalzamento a 1,6 milioni di euro per il biennio 2025-2026 e andrà così a finanziare nuovi ambiti e nuove attività, candidandosi a diventare la vera architrave del welfare regionale piemontese. Intervistato da Pro Vita & Famiglia, l'assessore Marrone ha illustrato i principali aggiornamenti della sua ormai collaudata misura, che smentiscono gli attacchi dei progressisti secondo cui - falsamente - il Fondo sarebbe un “regalo” ai pro life e un “attacco” alla legge 194.

Assessore Marrone, che novità ci sono nei contenuti del nuovo bando?

«Per la prima volta abbiamo aggiunto oltre mezzo milione di euro in modo tale da finanziare, oltre alle associazioni del volontariato pro vita, anche i servizi socio-assistenziali dei Comuni per le medesime attività di sostegno alle future mamme per rimuovere quelle cause economico-sociali che potrebbero imporre l'interruzione di gravidanza. Abbiamo preso questa decisione, incoraggiati dai risultati positivi già conseguiti da alcuni servizi sociali piemontesi sul sostegno ai parti in anonimato, per favorire e incentivare il lavoro di squadra delle istituzioni pubbliche di assistenza con quel volontariato privato di aiuto alla vita, che sta finalmente uscendo sdoganato da un ingiustificato ghetto di pregiudizio ideologico».

La cifra stanziata per il bando è superiore ai precedenti: in che modo la Regione ha trovato le coperture e per quale motivo avete ritenuto che valga la pena investire sempre di più?

«Investiamo sempre più risorse regionali di welfare perché siamo sempre più convinti in Piemonte che la sperimentazione rivoluzionaria del Fondo Vita Nascente debba crescere ogni anno di più, aumentando i servizi offerti alle mamme in difficoltà: dalla partenza concentrata sui beni di prima necessità per l'infanzia come pannolini, latte in polvere, corredini, culle e seggioloni, abbiamo aggiunto contributi per affitti, mutui e bollette, per allargare anche a corsi di formazione legati alla maternità e ora puntiamo anche sull'inclusione lavorativa. Siamo consapevoli di avere gli occhi addosso da tutta Italia perché Vita Nascente sta diventando un modello di ispirazione anche per altre Regioni governate dal centrodestra.

Il Fondo Vita Nascente è stato oggetto non solo di polemiche di opposizione, femministe e abortisti, ma anche di interventi giudiziari: ritiene che le condizioni attuali lo possano rendere inattaccabile e - magari - anche apprezzato al di là delle preferenze politiche?

«Non c'è la medesima intensità di controlli da parte degli uffici tecnici del welfare regionale su nessun'altra tipologia di assistenza finanziata da fondi regionali. Solo per il Fondo “Vita Nascente” si richiedono report individuali per ogni singola donna tra le centinaia assistite. Curiosamente le sinistre non chiedono gli stessi controlli sugli anziani o disabili assistiti dalle multinazionali convenzionate o dalle cooperative rosse accreditate, che curiosa coincidenza. Da tre anni ormai i grillini minacciano esposti alla Corte dei Conti senza alcun esito e la mia personale fiducia nei funzionari regionali incaricati dei controlli sulle rendicontazioni si conferma sempre più rafforzata».


 

 

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