15/06/2026 di Fabio Piemonte

A New York madre e padre diventano “gestante” e “non gestante”

A New York una norma approvata dai democratici sostituisce “madre” e “padre” con “genitore gestante” e “non gestante” e c’è di mezzo anche l’utero in affitto.

La neolingua colpisce ancora, sempre in nome del politicamente corretto e della più radicale ideologia Lgbt. Accade Oltreoceano, a New York, dove è stata approvata dai democratici una norma che cancella dalle leggi le parole “madre” e “padre”. Dunque al posto di “mother” comparirebbegestating parent” - ossia “genitore gestante- mentre “father” verrebbe sostituito da “non-gestating parent”, o semplicemente da “parent”. 

Un colpo di spugna cancella “madre” e “padre”

Cancellare “madre” e “padre” dalle leggi non è evidentemente una mera questione terminologica, ma costituisce un attacco al cuore stesso della maternità e della paternità, e dunque della famiglia. Il termine sostitutivo non solo ridurrebbe di fatto l’esser madre alla funzione di partorire, quasi che la maternità sia esclusivamente la fase della gravidanza e del parto, ma soprattutto - ed è la cosa più grave - si dà per sottinteso che “chiunque” possa partorire, dunque non solo le donne biologiche. Un’assurdità su tutta la linea. Ma non solo. C’è di peggio. Ebbene sì, perché l’obiettivo dichiarato dei promotori di tale legge, perpetrato in nome dell’inclusione, è sostanzialmente quello di disciplinare sul piano giuridico anche i casi di maternità surrogata per sdoganare l’utero in affitto.

La reazione dei repubblicani

«È la cultura woke fuori controllo. È una gara a chi la spunta. È un esempio di quanto sia fuori sintonia la legislatura di New York. È uno spreco di tempo inutile», ha dichiarato Gerard Kassar, Presidente del Partito Conservatore, esprimendo contestualmente preoccupazione che tale legge possa generare un effetto domino per ulteriori proposte in ossequio all’ideologia di genere e al pensiero unico dominante. Anche i repubblicani hanno votato contro questo disegno di legge dei democratici, definendolo «oltraggioso e inutile». E in effetti Bruce Blakeman, candidato repubblicano alla carica di governatore, ha commentato nel merito: «I democratici guidati da Kathy Hochul hanno continuato la loro dichiarazione di guerra alle famiglie di New York, cancellando i termini affettuosi di “mamma” e “papà” e sostituendoli con “genitore in gravidanza” e “genitore non in gravidanza”». Lo stesso Blakeman ha poi aggiunto: «Questa follia finirà quando sarò governatore».

Insomma, per quanto le nuove norme pretendano di modificare la realtà entro le loro maglie, sposando un linguaggio neutro per promuovere la fluidità di genere, la madre non è un “concetto antropologico” e non lo sarà mai. Perché la realtà oggettiva e biologica dell’essere è più forte di ogni ideologia del dover essere.

 

 

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