18/09/2026 di Redazione

Mostra Just EUman. Ecco cosa dicono i pannelli che hanno fatto così tanto indignare la sinistra

I quattordici pannelli esposti al Parlamento europeo di Strasburgo ripercorrono passo dopo passo il cammino della vita umana dal concepimento alla nascita, con assoluto rigore scientifico e senza nessun tipo di messaggio politico.

Ormai lo sappiamo, la mostra "Just EUman – Come nasce un cittadino europeo", promossa dall'eurodeputato Paolo Inselvini e curata dalla nostra associazione presso lo Spazio Emilio Colombo dell'edificio Weiss del Parlamento europeo di Strasburgo, ha scatenato le ire e le polemiche di vari eurodeputati dei partiti e degli eurogruppi progressisti e di sinistra, anche non italiani. Sui media si sono lette tante fake news su ciò che l'iniziativa fa vedere e sul messaggio che manda. Siamo stati etichettati come "retrogradi", "medievali", come violenti e discriminatori nei confronti delle donne e accusati di mettere in mostra immagini e contenuti vergognosi.

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Nulla di più falso. Lo abbiamo ribadito più volte: "Just EUman" ha voluto portare all'attenzione di eurodeputati, giornalisti e cittadini la nuda e pura realtà biologica e le incontrovertibili scoperte scientifiche. Tra l'altro il filo conduttore dell'intera esposizione è enunciato fin dal primo pannello: è dall'origine stessa della vita umana – identica per status in ogni essere umano, a prescindere dal sesso, dall'etnia, dalle convinzioni personali, dall'origine o da qualsiasi altra condizione – che deriva il principio di uguaglianza, un principio che l'articolo 2 del Trattato sull'Unione europea colloca tra i valori fondanti dell'Unione e che gli articoli 1 e 21 della Carta dei diritti fondamentali dell'UE tutelano affermando l'inviolabilità della dignità umana. Di conseguenza, conoscere con precisione le fasi dello sviluppo umano significa riconoscere il fondamento comune su cui si basa la pari dignità di ogni persona. Ma ecco nel dettaglio tutti gli altri pannelli:

GIORNI 1-8/10: il primo viaggio dell'embrione, in un "dialogo" nascosto con la madre

L'avventura della vita comincia al concepimento, quando lo spermatozoo del padre feconda l'ovulo della madre, generando lo zigote: la prima fase di un nuovo essere umano, unico e irripetibile. Nei giorni successivi, il concepito viene guidato dalla tuba di Falloppio all'utero dalle ciglia e dalla muscolatura tubarica, a una velocità regolata dal rapporto tra estrogeni e progesterone materni, una sorta di «torre di controllo» che lo trattiene nell'istmo fino al momento giusto per il rilascio nell'utero. Con l'avvicinarsi dell'impianto, il concepito invia segnali ormonali mirati che danno vita a un «dialogo» con il corpo della madre: il PIF favorisce la tolleranza immunitaria materna, l'EPF è rilevabile nel sangue materno entro 48 ore dalla fecondazione, e il PAF prepara l'endometrio. Attraverso l'HLA-G, il concepito induce le cellule immunitarie materne ad accettare il 50% del patrimonio genetico paterno «estraneo». Le più recenti analisi genetiche mostrano che il concepito comincia a decodificare e ad attivare il proprio DNA, dirigendo autonomamente le prime fasi del proprio sviluppo già allo stadio di zigote, la cellula unica che segue la fecondazione. Fin dall'inizio, dunque, l'embrione è già «un attivo orchestratore della propria impiantazione e del proprio destino» (cfr. British Medical Journal, 2000).

MESE 1: da poche cellule a un cuore che batte e un cervello in formazione

Una volta completato l'impianto, intorno ai giorni 9-10 dopo la fecondazione, le cellule più esterne dell'embrione (il trofoblasto) si insinuano nella parete uterina e cominciano a produrre l'ormone hCG, il primo segnale chimico della gravidanza. Nella seconda settimana (quarta settimana di gestazione) l'embrione è un disco bilaminare – epiblasto e ipoblasto – da cui si formano la cavità amniotica e il sacco vitellino. Nella terza settimana compare la stria primitiva, che stabilisce gli assi corporei; le cellule dell'epiblasto migrano attraverso di essa, dando origine ai tre foglietti germinativi – ectoderma, mesoderma ed endoderma – da cui deriveranno tutti i tessuti e gli organi. La notocorda induce la placca neurale, mentre nell'area cardiogenica cominciano a formarsi i tubi cardiaci. Nella quarta settimana il tubo neurale si chiude, il cervello si differenzia già in tre vescicole primarie (proencefalo, mesencefalo e romboencefalo), il cuore comincia a battere – a 16 giorni dalla fecondazione – e l'embrione si ripiega su se stesso, assumendo una forma cilindrica. Alla fine della quarta settimana l'embrione possiede già circa 28-30 paia di somiti, blocchi di tessuto da cui deriveranno le vertebre, i muscoli e la pelle del dorso: è il loro numero a permettere agli embriologi di determinarne con precisione l'età.

MESE 2: il cuore ora si può rilevare, mentre compaiono i primi segni di un viso

Nella quinta settimana dalla fecondazione (settima di gestazione) compaiono gli abbozzi degli arti – prima quelli superiori, poi quelli inferiori – insieme agli archi faringei, mentre il cervello, già diviso in tre vescicole primarie, si organizza ulteriormente in cinque regioni (telencefalo, diencefalo, mesencefalo, metencefalo e mielencefalo) e il cuore completa il ripiegamento nelle sue camere distinte. Alla sesta settimana il battito cardiaco diventa rilevabile con l'ecografia (circa 110 battiti al minuto) e il viso comincia a formarsi a partire da cinque abbozzi tissutali. Alla settima settimana il cervello produce circa 250.000 neuroni al minuto, gli emisferi destro e sinistro si distinguono, e il bambino risponde già a un leggero tocco vicino alla bocca. All'ottava settimana compie movimenti a scatti, simili a sussulti, mentre reti di neuroni producono le prime onde cerebrali immature; occhi, naso, bocca e lingua sono visibili, e si formano le palpebre e le ghiandole salivari. Nel mezzo della rapidissima crescita di questo mese, l'intestino del bambino cresce temporaneamente al di fuori dell'addome, all'interno del cordone ombelicale, prima di rientrare completamente nel corpo intorno alla decima settimana. Il cuore, nel frattempo, batterà in media circa 54 milioni di volte tra il concepimento e la nascita.

MESE 3: dopo più di 10 milioni di battiti cardiaci, ecco un minuscolo pollice

Il periodo embrionale si chiude alla fine dell'ottava settimana dalla fecondazione (decima di gestazione): da questo momento si parla ufficialmente di feto, il quale possiede già oltre 4.000 delle circa 4.500 strutture anatomiche del corpo adulto già denominate. Alla decima settimana il cuore ha battuto più di 10 milioni di volte, pompando in media 5,7 litri di sangue al giorno; si formano le impronte digitali, e il feto succhia il pollice, mostrando già una preferenza manuale: l'85% dei feti predilige la destra, la stessa proporzione osservata tra gli adulti destrimani. Studi di risonanza magnetica fetale mostrano che, a questo stadio, la corteccia cerebrale è ancora quasi liscia: le prime pieghe (solchi) inizieranno a comparire solo più avanti. Tra la nona e la dodicesima settimana i genitali esterni, finora identici in entrambi i sessi, cominciano a differenziarsi: nei maschi il tubercolo genitale si allunga fino a formare il pene, nelle femmine dà origine al clitoride. Già alla nona settimana un'ecografia può cominciare a distinguere il sesso, con un'accuratezza che sale dal 75% a quasi il 100% nelle due settimane successive.

IL DOLORE FETALE: un dibattito scientifico con serie conseguenze etiche – e politiche

Lo sviluppo delle vie del dolore fetale segue una sequenza documentata: la risposta riflessa al tocco compare intorno alla bocca già a 5-6 settimane dalla fecondazione (settimane 7-8 di gestazione), per poi estendersi ai palmi delle mani, alle piante dei piedi e alle braccia entro le settimane 8-9; le proiezioni dal talamo verso la sottoplacca corticale sono osservabili già tra le settimane 8 e 10, mentre il nucleo centromediano del talamo comincia a differenziarsi intorno alla decima settimana. Lo standard di cura raccomanda oggi l'analgesia fetale nelle procedure invasive già a partire dalla dodicesima settimana. Per anni la soglia minima per la percezione del dolore è stata fissata alla ventiduesima settimana, sul presupposto che fossero necessarie connessioni talamo-corticali mature. Studi più recenti mostrano che le proiezioni talamiche raggiungono la sottoplacca corticale – una struttura transitoria del cervello fetale – già tra le settimane 8 e 10, e che tali connessioni sono funzionalmente equivalenti alle connessioni talamo-corticali mature che si formeranno solo in seguito. Il dottor Stuart Derbyshire, noto per i suoi studi sulla percezione del dolore nei feti – che nel 2010 aveva firmato insieme ad altri il rapporto britannico secondo cui il dolore fetale era impossibile prima delle 24 settimane di gestazione – ha pubblicamente rivisto la propria posizione, riconoscendo un'esperienza di dolore «immediata e non riflessa» (ossia una risposta neurologica al dolore, non ancora una consapevolezza cosciente) già a partire dalla decima settimana.

MESE 4: l'ecografia coglie il primo sorriso

Alla tredicesima settimana dalla fecondazione (quindicesima di gestazione) sono stati osservati con l'ecografia i primi sorrisi del feto – non l'unica espressione del suo repertorio, che comprende già smorfie, sbadigli e movimenti delle labbra – e una radiografia a questo stadio rivelerebbe già l'intero scheletro. Il cuore, a 13 settimane, ha già battuto circa 15,8 milioni di volte, pompando circa 24,6 litri di sangue al giorno (un adulto ne pompa circa 5.680 litri). Alla quattordicesima settimana il feto comincia ad afferrare gli oggetti, e tra queste due settimane il suo peso corporeo aumenta di più della metà in soli sette giorni. In questa fase il feto comincia anche a deglutire liquido amniotico – circa 7 millilitri al giorno – un processo che accompagna la produzione di urina, iniziata alcune settimane prima. Femmine e maschi si muovono già in modo diverso: le femmine aprono e chiudono la bocca più spesso dei maschi, una differenza comportamentale osservabile all'ecografia già a questo stadio, ben prima che compaiano differenze fisiche evidenti.

MESE 5: la madre sente il figlio, il figlio percepisce la madre

La madre comincia a percepire i primi movimenti fetali (il cosiddetto «quickening») tra la sedicesima e la diciottesima settimana dalla fecondazione (settimane 18-20 di gestazione). Il feto risponde per la prima volta a un suono esterno alla diciassettesima settimana. Uno studio cinematico su feti seguiti a 12, 16 e 20 settimane ha mostrato che già alla sedicesima settimana i movimenti della mano verso la bocca e gli occhi cominciano a differenziarsi, assumendo entro la fine di questo mese le caratteristiche di gesti intenzionali, pianificati in base al loro obiettivo. Intorno alla ventesima settimana la pelle si ricopre di vernice caseosa, che la protegge dai movimenti bruschi, e di lanugine, una peluria sottile che rimarrà quasi fino al termine della gravidanza. Il quickening non segna l'inizio del movimento fetale – che comincia già alle settimane 7-8 – bensì il momento in cui i movimenti diventano abbastanza forti da essere percepiti dalla madre. La sopravvivenza al di fuori del grembo materno, per quanto eccezionale, è già possibile in queste settimane: un bambino nato oggi a 20 settimane ha il 35% di possibilità di sopravvivenza con cure attive, contro il 5% dei primi anni 2000. Nash Keen, il neonato prematuro sopravvissuto più precoce al mondo secondo il Guinness dei primati, è nato a esattamente 19 settimane dalla fecondazione.

MESE 6: non si dimentica mai il primo sussulto. E aumentano le possibilità di sopravvivere fuori dal grembo

Intorno alla ventiquattresima settimana dalla fecondazione (ventiseiesima di gestazione), la retina sviluppa i fotorecettori (coni e bastoncelli) che renderanno possibile la vista dopo la nascita, mentre nei polmoni compaiono le prime cellule capaci di produrre il surfattante, la sostanza che impedirà agli alveoli di collassare su se stessi. Il feto reagisce inoltre a un rumore forte con una risposta di sussulto e ammiccamento (blink-startle) a partire dalle settimane 22-23 – resa possibile dalla separazione delle palpebre, fuse dall'ottava settimana e che si riaprono proprio in queste settimane – la stessa reazione osservata nei neonati e negli adulti. Il riflesso di sussulto sopra descritto è lo stesso osservato per tutta la vita, dai neonati agli adulti: è uno dei riflessi più stabili nel repertorio motorio umano, e la sua comparsa precoce segnala connessioni già funzionanti tra l'orecchio, il midollo spinale e i muscoli.

MESE 7: più neuroni che mai! E i primi segni di risposta alla luce

Alla ventiseiesima settimana dalla fecondazione (ventottesima di gestazione) il cervello del feto contiene il maggior numero di neuroni che avrà mai in tutta la sua vita, oltre 100 miliardi: da questo momento in poi il cervello si specializzerà principalmente rafforzando le connessioni esistenti, piuttosto che producendone di nuove. Nello stesso periodo si registrano le prime risposte cerebrali alla luce, misurate direttamente all'interno del grembo materno. Studi elettroencefalografici mostrano inoltre che parole o suoni ripetuti dalla madre a partire dalla ventisettesima settimana vengono riconosciuti dal cervello del bambino dopo la nascita, dunque è una prova diretta che l'apprendimento uditivo prenatale lascia tracce misurabili nel sistema nervoso. Nello stesso periodo, la risposta di sussulto al suono comparsa nel mese precedente diventa progressivamente più costante. Il ritmo dello sviluppo cerebrale in questo mese è tale che, se pesato, il tessuto cerebrale del feto starebbe già acquisendo circa un terzo del peso che avrà alla nascita. Una crescita che accelererà ulteriormente nei mesi successivi.

MESE 8: 40mila connessioni al secondo. Il cervello impara, il bambino ricorda

Nell'ottavo mese il cervello sviluppa rapidamente nuove circonvoluzioni e solchi, aumentando la superficie corticale disponibile per i neuroni, mentre l'organizzazione a strati della corteccia comincia ad assomigliare sempre più a quella che avrà alla nascita. Le connessioni tra i neuroni (sinapsi) si formano nel frattempo a un ritmo estremamente intenso – circa 40.000 al secondo – intorno alla trentaduesima settimana dalla fecondazione (trentaquattresima di gestazione), uno dei picchi più alti di crescita neurale di tutta la vita. Nello stesso periodo, tra le settimane 28 e 30, il feto mostra già segni misurabili di apprendimento: la frequenza cardiaca si adatta a uno stimolo ripetuto (abituazione) e reagisce nuovamente quando lo stimolo cambia (disabituazione), una prova che il sistema nervoso non si limita a percepire, ma già impara e ricorda. Nello studio che ha documentato questa capacità, il feto è stato esposto a uno stimolo vibroacustico ripetuto finché il battito cardiaco ha smesso di reagire; quando poi lo stimolo è stato spostato in un punto diverso dell'addome materno, la reazione è ricomparsa immediatamente, la prova che non si tratta di semplice affaticamento del riflesso, ma di una vera e propria forma di memoria a breve termine.

MESE 9: il primo vagito, consolato da una madre che già lo conosce bene

Un bambino è considerato pienamente formato a partire dalla trentacinquesima settimana dalla fecondazione (trentasettesima di gestazione); solo il 5% nasce esattamente alla data prevista, alla trentottesima settimana. In queste ultimissime settimane, a termine, il feto distingue la voce della madre da quella di una persona estranea: il battito cardiaco accelera alla prima, rallenta alla seconda. I polmoni completano il rivestimento di surfattante, che impedirà agli alveoli di collassare al primo respiro; alla nascita sono ancora per metà pieni di liquido, espulso grazie a un'impennata di catecolamine (ormoni dello stress) 10-15 volte superiore ai livelli massimi dello stress dell'adulto. Alla nascita, il cuore del neonato pompa circa 1.893 litri di sangue al giorno. Il neonato riconosce la madre dall'odore, dal sapore del suo latte, dalla voce e persino dal viso, capacità dimostrate da esperimenti classici in cui i neonati modificano il proprio comportamento di suzione pur di sentire la voce materna piuttosto che quella di un'altra persona. La vista, al contrario, è ancora molto limitata: l'acuità visiva di un neonato è di circa 20/640, un ventesimo di quella di un adulto. Dunque quando nasce, il bambino ha davanti a sé un'intera vita. E ne ha già vissuta una intera alle spalle.

 

QUESTA È LA TUA STORIA

A questo punto l'esposizione si rivolge direttamente a chi la osserva e lo fa anche tramite uno specchio, dove ognuno può riflettersi alla fine di questo percorso: «ciò che questi pannelli raccontano, descrivono e fanno vedere non è semplicemente una sequenza di fatti e dati scientifici. È la vostra storia. È il racconto del viaggio che anche voi, in prima persona, avete dovuto compiere per nascere, crescere e arrivare fin qui, dentro il Parlamento europeo, a lavorare ogni giorno per la promozione della dignità, dei diritti, della libertà e dell'uguaglianza di ogni essere umano. Quel viaggio non è estraneo a questo impegno: al contrario, ne è il fondamento. I diritti nascono quando le persone nascono, e le persone nascono quando viene a esistenza un nuovo organismo umano, unico e irripetibile nella storia dell'umanità: scientificamente, il momento del concepimento. Prima di essere cittadini, elettori, funzionari o rappresentanti, ciascuno di noi è stato, per nove mesi, esattamente l'essere umano che avete incontrato pannello dopo pannello».

«Ci auguriamo che questa mostra vi abbia lasciato nel cuore due cose: lo stupore per la straordinaria complessità con cui la natura è interamente orientata a promuovere e proteggere la vita fin dal suo inizio, e la gratitudine per essere parte – voi per primi – di questo meraviglioso viaggio che tutti noi, senza eccezione, abbiamo compiuto».

 

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