Alla riapertura dei lavori del Consiglio comunale di Bologna dopo la pausa estiva c’è una buona notizia sul fronte della tutela della vita nascente. Il consigliere Matteo Di Benedetto, della Lega, ha presentato in aula il 7 settembre scorso la proposta di prevedere una Culla per la Vita per ogni ospedale del capoluogo emiliano.
Il testo della proposta
La proposta del consigliere Di Benedetto muove da due premesse molto semplici ma parimenti significative, la prima di principio, la seconda di fatto. La prima riprende infatti il principio secondo cui il parto in anonimato sia uno strumento giuridico fondamentale, in quanto «costituisce una preziosa scelta di vita, poiché dona al neonato la possibilità di essere accolto, amato e di avere una vita». La seconda è una riflessione che prende le mosse da un episodio balzato agli onori della cronaca, ossia la vicenda della neonata Maria Stella lasciata presso la Culla per la Vita dell’istituto delle Suore Minime di Santa Clelia Barbieri di via Tambroni la sera dello scorso 8 agosto. Una vicenda che ha dunque doverosamente «riportato all’attenzione l’importanza di garantire alle madri in condizioni di difficoltà un luogo sicuro, anonimo e protetto dove poter lasciare il proprio neonato». Alla luce di tali premesse il capogruppo della Lega nell’amministrazione del Comune di Bologna ritiene che «la presenza di Culle per la Vita nei pressi delle strutture ospedaliere possa rappresentare uno strumento concreto di tutela della vita e di prevenzione dell’abbandono in condizioni di difficoltà», per cui invita la stessa amministrazione «ad adoperarsi, dialogando con tutti i soggetti istituzionali preposti, per favorire l’apertura di una Culla per la Vita nelle vicinanze di ogni ospedale di Bologna».
Il commento del consigliere Di Benedetto
«L’auspicio è che tale proposta possa diventare realtà. Anzitutto perché sono profondamente convinto che ogni vita sia degna di essere vissuta e tutelata; poi anche perché siamo una città con pochissime nascite: Bologna è la peggiore tra le grandi città italiane come numero di bambini nati. La natalità è in crisi ed è molto difficile, dati anche i costi, mettere su famiglia a Bologna. Pertanto tutte le proposte finalizzate a favorire la natalità e la maternità sono meritevoli di essere portate avanti. Ne ho presentate ormai centinaia nel corso di questi cinque anni!», dichiara con orgoglio Di Benedetto a Pro Vita & Famiglia. E sul tema della tutela della vita aggiunge: «Questo è un tema che mi è molto caro. È uno di quelli su cui ho incontrato più scetticismo che ostilità, nel senso che si è sempre detto che questo strumento non funziona. Ora però hanno toccato con mano viva quello che può significare, ossia che può rappresentare una speranza di vita non solo per il bambino ma anche per la mamma che ha deciso di portare avanti la gravidanza e, per ragioni che non conosciamo, ha deciso di lasciare il bambino». Nel merito della proposta in favore dell’istituzione di Culle per la Vita in ogni ospedale sottolinea ancora: «Bisogna far sì che questo servizio sia conosciuto il più possibile e che si diffonda; che si moltiplichino queste possibilità affinché tante altre mamme in difficoltà – dovendo scegliere tra la morte e la vita – possano scegliere la vita. Di qui ho chiesto al Comune di fare da collante tra tutti i soggetti istituzionali coinvolti, anche perché il costo a proprio carico e in capo all’ente ospedaliero sarebbe minimo e i finanziamenti si trovano, per cui gli strumenti ci sono. Finora è mancata la volontà politica, per cui l’augurio è che possa prendere corpo tale iniziativa a beneficio dei bambini e delle mamme di domani che si dovessero trovare in situazioni di estrema difficoltà». Infine, relativamente al rischio di ostracismo in aula neanche nel merito della proposta ma magari semplicemente perché viene portata avanti da un esponente del centrodestra, Di Benedetto ribadisce ulteriormente che «l’obiettivo è fare del bene e salvare il numero maggiore di vite possibile, per cui l’augurio è che questa sfida sia colta anche dal centrosinistra e vengano superati quei pregiudizi ideologici che nel corso del tempo si sono manifestati contro la vita nascente nel segno del bene comune». Di qui, ironizzando, conclude: «La voterò senza problemi anche se dovesse ripresentarla il centrosinistra».