Le big tech come Apple e Google hanno tre mesi di tempo per attivare o implementare alcune funzionalità in materia di sicurezza su smartphone e tablet, allo scopo di rilevare e bloccare automaticamente immagini di nudo o sessualmente esplicite di minori di 18 anni, rendendo impossibile per i bambini scattare, inviare, ricevere o anche soltanto visualizzare simili contenuti. È quanto ha stabilito il ministero dell’Interno del Regno Unito, sulla scia di quanto dichiarato dal Primo Ministro Keir Starmer. Insomma, se le big tech non si adegueranno volontariamente entro il prossimo settembre 2026, il governo inglese promulgherà una legge per obbligarle, attraverso multe salate (fino al 10% del fatturato globale), a osservarla fino a prevedere una responsabilità penale fino a 5 anni di carcere per i loro dirigenti in caso di reato reiterato.
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Le nuove misure per tutelare i bambini
Secondo il governo inglese, tale misura è quanto mai necessaria per proteggere i minori soprattutto dallo sfruttamento online, dagli adescamenti, dall’ipersessualizzazione e dall'iperdigitalizzazione. D’altra parte, secondo i dati dell’Internet Watch Foundation (IWF) e delle analisi governative, il 91% delle segnalazioni di abusi sessuali di bambini e adolescenti riguarderebbe contenuti autogenerati, tra cui in special modo quelli di bambini manipolati e ricattati da predatori sessuali proprio per produrre immagini di nudo di se stessi. Mediante un sistema di age-verification, si tratta dunque di arginare fenomeni quali grooming, sextortion e casi estremi di autolesionismo o suicidio. Le nuove funzioni saranno attive direttamente sui dispositivi mobili senza comportare l’invio di dati al governo o alle aziende, mentre gli adulti potranno eventualmente disattivarle verificando l’età. In realtà, attualmente Apple ha già una funzione simile (Communication Safety) che però va attivata manualmente; ora si vuole invece che sia inserita di default su smartphone e tablet destinati ai minori. Lo stesso vale per i device con sistema Android e Google.
L’iniziativa del governo
«Vieteremo i social ai minori di 16 anni», ha dichiarato il primo ministro Starmer durante la London Tech Week, nel corso di un’iniziativa più ampia sulla sicurezza dei bambini in Rete, nell’auspicio che possa essere presto varata tale misura restrittiva nel solco della legge australiana sui social media proprio al fine di garantire una maggior tutela dei giovani dai pericoli del web. Il governo del Regno Unito ordina così alle big tech di rendere i dispositivi «sicuri per i minori» di default riguardo alle immagini di nudo. Eppure il tweet del Primo Ministro inglese ha raccolto anche diverse critiche e commenti negativi rispetto ai presunti rischi di sorveglianza e all’ipocrisia su certi temi (come le gang di grooming), che deriverebbero da una simile decisione. Con questa misura il governo inglese intende piuttosto intervenire con fermezza riguardo all’esplosione di “self-generated child sexual abuse material” (CSAM autogenerato), ossia alla proliferazione di immagini e video di nudo o sessualmente espliciti creati dagli stessi minori, spesso anche perché sotto ricatto o grooming.
I dati del fenomeno
D’altra parte i dati raccolti dall’IWF parlano chiaro: i minori coinvolti partono da 5 anni in su e il fenomeno è cresciuto drammaticamente tra i 7-10 anni (+360% di vulnerabilità al grooming per contenuti autogenerati dal 2019). Inoltre nel 79% dei casi di sextortion (ricatto sessuale) le vittime sono maschi, mentre le ragazze rappresentano il 94% delle immagini self-generated. In sostanza, nel solo 2024-2025 l’IWF ha registrato centinaia di migliaia di pagine web con CSAM, con un aumento esponenziale dei casi di minori che inviano foto intime tramite app di messaggistica, social o webcam. Nel Regno Unito ci sono poi almeno 840.000 adulti che rappresentano una minaccia sessuale per i minori in rete. Costoro sfruttano la facilità con cui un bambino può scattare una foto con lo smartphone e condividerla su WhatsApp, iMessage, Snapchat, Instagram o Discord. In questo modo l’immagine circola in rete e viene diffusa ulteriormente, usata per ricatti (“sextortion”), venduta o postata su forum nel dark web.
I danni, anche psicologici, per i bambini
Ciò può generare anche pesanti ricadute sulla salute mentale di bambini e adolescenti, tra le quali gravi traumi psicologici, autolesionismo, depressione e, in casi estremi, anche il suicidio. Ecco perché Keir Starmer ha osservato che non si tratta più solo di una minaccia marginale, bensì di una vera e propria forma di abuso sessuale online, resa possibile proprio dalla mancanza di barriere tecniche sui dispositivi personali. Il governo inglese intende quindi lavorare per rendere il Regno Unito il primo Paese al mondo in cui sia tecnicamente impossibile per un minore scattare, inviare, ricevere o visualizzare immagini di nudo sul proprio smartphone e tablet.
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Ma il filtro sarà efficace?
Il governo inglese non sta chiedendo una nuova app o un filtro web: vuole una soluzione integrata a livello di sistema operativo (OS-level) su tutti gli smartphone e tablet (iOS di Apple e Android di Google). Si tratta di utilizzare algoritmi di machine learning, simili a quelli già esistenti di Communication Safety di Apple e di Google per il rilevamento di nudità. L’analisi avviene localmente sul telefono, per cui sostanzialmente il blocco preventivo agisce a diversi livelli. Se da un lato la fotocamera impedisce di scattare foto di nudo (o le blocca prima del salvataggio); dall’altro le immagini esplicite non vengono proprio visualizzate in galleria. Di conseguenza questo filtro blocca la trasmissione sia in modalità invio che in ricezione di tali contenuti da parte di qualsiasi app di messaggistica (iMessage, WhatsApp, Signal, ecc.), social o browser. Tale protezione si attiverebbe di default per i minori di 18 anni, qualora il dispositivo sia associato a un account minorenne o se l’età è stata impostata come under-18, mentre soltanto i genitori - tramite il sistema di controllo del documento ufficiale d’identità - possono intervenire eventualmente a disattivarla.
Insomma, tale proposta del governo inglese sembra andare nella direzione di una protezione urgente e pertanto sembra essere a tutti gli effetti un intervento significativo sul piano tecnico a livello hardware e software per interrompere il ciclo perverso di “scatto-invio-diffusione” di contenuti sessualmente espliciti.
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