22/01/2019

Marcia per la Vita. Trump: «Metterò il veto a tutte le leggi anti-vita»

Donald Trump è un pro life sempre più convinto. Un tempo finanziatore di organizzazioni abortiste, il presidente Usa ha offerto il suo sostegno alla 46° Marcia per la Vita di Washington attraverso un videomessaggio, mentre il vicepresidente Mike Pence, ha presenziato fisicamente, come le scorse due edizioni. Da parte sua Trump ha mandato un severo monito alla maggioranza democratica alla Camera: qualunque disegno di legge che «indebolisca la protezione della vita umana» riceverà il veto del presidente. Sono ormai lontani, dunque, i tempi in cui, Barack Obama bloccava le leggi pro life approvate dal Congresso a maggioranza repubblicana.

«Questo è un movimento fondato sull’amore e basato sulla nobiltà e sulla dignità di ogni vita umana», ha proclamato Trump, rivolto ai partecipanti alla Marcia, tenutasi venerdì scorso nella capitale statunitense. «Come presidente», ha aggiunto, «difenderò sempre il primo diritto riconosciuto dalla nostra Dichiarazione di Indipendenza: il diritto alla vita».

Inoltre, Trump ha annunciato che sosterrà tutte le azioni finora non andate in porto al senato (ancora a maggioranza repubblicana) per proibire in modo definitivo che le tasse dei cittadini vadano a finanziare l’aborto. Assieme al vicepresidente Pence, il presidente Trump ha elencato tutti i provvedimenti messi in campo dalla Casa Bianca negli ultimi due anni per scoraggiare l’aborto, a partire dal ripristino della Mexico City Policy, che mette al bando ogni finanziamento federale alle lobbies abortiste.

Tra le altre misure prese dalla sua amministrazione, Trump ha ricordato anche «la coraggiosa azione per proteggere la libertà religiosa di medici, infermieri e organizzazioni caritative come le Piccole sorelle dei poveri». La Casa Bianca sta inoltre sostenendo «l’amorevole opzione per le adozioni e per l’affido, anche attraverso il supporto di servizi di adozione a sfondo religioso». Il presidente ha quindi riferito di aver inviato una lettera al Congresso, al fine di «ribadire che se arriverà sul mio tavolo qualunque legge che indebolisca la protezione della vita umana, io porrò il veto».

«Quando guardiamo negli occhi di un neonato», ha proseguito Trump, «vediamo la bellezza dell’anima umana e la maestà della creazione di Dio. Tutti noi sappiamo che ogni vita ha un significato ed è degna di protezione». Di seguito, ha aggiunto: «Ogni bambino è un sacro dono di Dio. Come afferma il tema della Marcia per la Vita di quest’anno, ogni persona è unica e irripetibile fin dal suo primo giorno»: una frase «molto importante» e «molto vera», a giudizio del presidente.

Trump ha infine ringraziato gli americani giunti «da tutto il Paese», per partecipare alla Marcia per la Vita e, in modo particolare «i tanti giovani che ci trasmettono speranza nel futuro. Coopereremo per salvare le vite dei bambini non nati, perché abbiano la possibilità di vivere e amare, di prosperare e di sognare, di benedire la nostra nazione e di raggiungere il loro pieno e glorioso potenziale», ha poi concluso.

Davvero una svolta a 360 gradi, per un uomo che, da imprenditore, aveva una inclinazione liberal e pro choice e sosteneva le lobbies del controllo delle nascite, come Planned Parenthood, oggi sull’orlo della bancarotta. La svolta più importante, tuttavia, è stata per gli Usa e potrebbe esserlo per tutto il mondo: ogniqualvolta le amministrazioni federali hanno messo in campo politiche per la vita (come già fecero Reagan e i due Bush), le lobbies abortiste ne sono sempre risultate indebolite a livello globale. In Russia, invece, tale processo va avanti ininterrotto ormai da vent’anni, ovvero dall’avvento di Vladimir Putin. Se sia l’America che la Russia sostengono la vita, il mondo ha realmente più possibilità di essere un posto migliore.

Luca Marcolivio

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