08/05/2018

Manifesto di ProVita: anche a Perugia scatta la censura

Davamo evidenza qualche giorno fa del fatto che a Perugia sono stati affissi in punti strategici della città sei manifesti contro l’aborto, riportanti l’immagine e la scritta che sono state rimosse a Roma.

Ebbene, a distanza di una manciata di giorni dobbiamo purtroppo registrare che anche nel capoluogo umbro di aborto e salute della donna non si possa parlare. Come riporta infatti Perugia Today: «Sono bastati pochi scatti fatti circolare su internet a sollevare, come a Roma, negli ambienti della sinistra e delle associazioni femministe una campagna anti-manifesto con tanto di indicazioni a scrivere al comune per farli oscurare o togliere del tutto. Una proposta che porta la firma dell’associazione Non Una di Meno – Perugia. Ecco il testo che si chiede di inviare tramite mail o di incollare sulla bacheca Facebook del Comune di Perugia. “Chiediamo a tutt* di copiare ed incollare il messaggio che segue sulla bacheca del Comune di Perugia e di inviare una mail a [email protected] per richiedere la rimozione immediata di questi cartelli. Più saremo a scrivere più sarà chiaro il nostro messaggio di dissenso! [...] Come in precedenza hanno fatto le compagne romane, così anche noi chiediamo all’amministrazione comunale di Perugia di eliminare i cartelli raffiguranti un feto e “la depressione di abortire” dalle vie della città”. Il motivo di questo bisogno di oscurare il manifesto? Semplice boicotta una legge dello Stato e va contro i diritti delle donne. Questo sempre secondo le associazioni femministe».

Insomma, anche a Perugia le femministe si sono scatenate. Ma la polemica non è finita qui: come si vede dall’immagine che abbiamo posto in evidenza alcuni manifesti sono anche stati strappati. Perché la vita fa così paura?

Ad ogni modo, nella perfetta liceità di esprimere la propria opinione, ProVita non si fermerà e continuerà a lottare per il diritto di ogni bambino ad avere la vita e per la salute delle donne: molte altre sono le città che si esporranno per la vita nel corso delle prossime settimane.

Redazione

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