03/01/2021 di Manuela Antonacci

Manifesti contro pillola abortiva rimossi a Rimini, Renzi (FdI): «Il Comune non neghi la libertà di espressione»

Nonostante la regolare domanda all’ufficio affissioni del Comune, per la diffusione di 100 manifesti, nell’ambito della campagna nazionale di Pro Vita & Famiglia, finalizzata alla sensibilizzazione contro l’uso della pillola abortiva RU 486, la nostra associazione, si è vista negare la possibilità di affiggerli in diverse città, tra cui: Rimini, Bergamo e Milano. Nel peggiore dei casi, invece, i manifesti sono stati imbrattati o strappati o direttamente rimossi.

La motivazione ufficiale sarebbe che, in teoria, il farmaco – RU486 – sarebbe sicuro e approvato dall’Aifa e i manifesti mirerebbero a procurare allarme per la salute e la vita delle donne che ne fanno uso. Anche il comune di Rimini ne ha negato l’affissione, ma non tutti sono stati a guardare. Infatti, Il consigliere di minoranza Gioenzo Renzi ha espresso il suo diniego sulla decisione presa dal Comune.

“La Giunta Comunale ha vietato l’affissione di 100 manifesti della Associazione Pro Vita & Famiglia, che sensibilizzavano le donne contro l’uso della pillola abortiva RU486. Nonostante l’art. 21 della Costituzione tuteli la libertà di espressione con ogni mezzo.

E’ legittima l’espressione della visione culturale pro-vita, che considera il concepito come una persona a tutti gli effetti e l’aborto come la soppressione di una vita umana, non privo di conseguenze per la salute della donna. In verità, è stata censurata ideologicamente una campagna di comunicazione sociale, promossa per la tutela del diritto fondamentale alla vita (art. 2 Cost.) e del diritto alla salute (art. 32 Cost.), dinanzi all’aborto farmacologico con la pillola RU486.” Ha sottolineato il Consigliere.

Ha poi aggiunto e denunciato che “Si vogliono mettere a tacere i rischi collaterali per la salute delle donne, dovuti alla somministrazione della pillola RU486, noti nella letteratura scientifica. L’affissione di questi manifesti, oltre al diritto alla manifestazione del pensiero, è finalizzata a suscitare la riflessione critica, senza ledere diritti e libertà personali previsti dalla Legge.” Come ha fatto poi, ancora notare il consigliere, la legge che consente l’aborto nel nostro paese, non nega la libertà di criticarlo.

Per questo ha anche rivolto un’interrogazione consigliare, al Sindaco, in cui ha ufficialmente richiesto il rispetto della libertà di espressione e di pensiero, di tutti, come sancito, di diritto, dalla Costituzione.

 

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