25/10/2018

Malta: concorrente di X-Factor era gay ed è tornato eterosessuale. Perché fa scandalo?

Infuriano le polemiche, negli ambienti omosessualisti, per un singolare provino girato all’interno della trasmissione X-Factor Malta, trasmesso anche in rete, durante il quale, il concorrente Matthew Grech ha ammesso, senza peli sulla lingua, di essere un “ex gay” convertito e ritornato eterosessuale grazie alla fede in Cristo. Grech ha sottolineato di aver smesso di vivere da omosessuale dopo aver incontrato il gruppo cristiano River of love, noto per le sue posizioni forti contro i rapporti omosessuali, e ha concluso, poi, la sua testimonianza affermando in modo semplice e inequivocabile che «ci può essere amore tra due uomini e due donne, sì, ma solo amicizia, tutto il resto è peccato».

Il provino di Grech è stato trasmesso su YouTube e Facebook ma è stato rimosso dopo poco tempo a causa della pioggia di insulti che ha ricoperto l’emittente televisiva.

Una testimonianza controcorrente che è sembrata quasi beffarda e ha destato particolarmente scandalo tra i detrattori del concorrente, in quanto paradossalmente, Malta, è l’unico Stato europeo in cui, dal 2016, sono vietate le terapie riparative. Nonostante tutto, tre dei quattro giudici hanno approvato l’esibizione di Grech, mentre non ha tardato a farsi sentire Gordon Manché, il leader di River of love che, in un suo post su Facebook, ha sottolineato con decisione l’“ipocrisia” della società maltese che avrebbe massacrato mediaticamente un concorrente per le sue convinzioni personali. Una società, ha affermato Manché, in cui la libertà di espressione, sarebbe garantita a tutti «a chi bestemmia, a chi offende i vicini, a chi prende in giro Dio e a chi usa termini volgari ma non a chi ha il coraggio di testimoniare che Gesù Cristo ha cambiato la propria vita».

Evidentemente, si tratta di una vera e propria deriva “anti-liberale” quella che caratterizza spesso quei contesti socio-politici che si fanno paladini di atteggiamenti e modi di pensare “democratici” e “politicamente corretti”, che arrivano a vietare, poi, nei fatti, come accade a Malta, le terapie riparative anche per chi voglia ricorrervi liberamente e a censurare esperienze personali di fede e di conversione, forse perché interrompono, e in modo esplosivo, quella propaganda martellante che, in ogni sede, impone le idee che devono essere infuse nel popolo bue.

Manuela Antonacci

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