25/10/2013

L’ospedale Careggi di Firenze propone di bloccare la pubertà inadeguata

Bloccare la pubertà inadeguata. Con queste parole il professore Mario Maggio, direttore del reparto di Medicina della sessualità e andrologia di Careggi a Firenze, ha spiegato le sue intenzioni di affrontare il disturbo dell’identità di genere (GID), quello che tecnicamente viene anche definita “disforia di genere”. Tale disturbo consiste nell’identificazione da parte del soggetto coinvolto nel sesso opposto a quello attribuito biologicamente, il sentirsi donna in un corpo da uomo e viceversa.

La “disforia di genere” può essere diagnosticata fin dall’infanzia e proprio in tale ottica, come scrive il “Corriere Fiorentino” del 22 ottobre  il reparto di Medicina della sessualità e andrologia dell’Ospedale di Careggi ha avanzato la sua scioccante proposta chiedendo “il via libera alla Regione di diagnosticare il disturbo sui bimbi. Solo così, nel caso venga diagnosticato, si potrebbe bloccare la pubertà ed evitare il ricorso a un intervento di chirurgia plastica nel futuro”.

Il professore Mario Maggio, ha sottolineato sempre al “Corriere Fiorentino” come ad oggi «questa diagnosi può essere fatta solo in età maggiore, nonostante il disturbo si manifesti già in età infantile». Per capire se vi siano o meno tendenze che manifestino tale disturbo il professore Maggio afferma: «nei bimbi si tratta di capire se giocano ad esempio con le bambole o indossano i vestiti della sorella». Una volta, dunque, diagnosticato il disturbo dell’identità di genere nel bambino la terapia medica proposta si pone l’obiettivo di fermare la crescita prima dello sviluppo di tutti gli organi sessuali. In tal senso il professore aggiunge: «Ci sono farmaci che bloccano la pubertà precoce e abbiamo chiesto di estenderli anche sulla pubertà inadeguata, in modo da indirizzare subito la pubertà verso il sesso che veramente sente il paziente».

La proposta rivolta al Consiglio sanitario regionale, ha sollevato prevedibili polemiche, prime fra tutte, proprio da parte dei destinatari come scrive “La Nazione” di Firenze riportando le parole del consigliere regionale Gian Luca Lazzeri (Più Toscana), membro della IV commissione Sanità: «Una richiesta inquietante sulla quale si allunga l’ombra della manipolazione biologica. Si andrebbe a modificare lo sviluppo fisico dei bimbi, ancora minori ed in piena fase di sviluppo e crescita».

Alla dichiarazione del professore Maggio secondo il quale l’ospedale di Careggi approvando tale proposta si proporrebbe come centro medico all’avanguardia, unico in tutta l’Europa meridionale ad effettuare la diagnosi precoce, il consigliere Lazzeri, in disaccordo, fa notare come essa sia «un merito soltanto presunto che spaventa e che come risultato avrebbe quella di mettere alle calcagna di un bambino un team di professionisti pronti a intervenire sulla sua sessualità. Riteniamo pertanto avventato coinvolgere il Consiglio sanitario regionale in questo momento, essendo necessario un ragionamento più ampio poiché non si tratta di una semplice tecnica medica».

La proposta del professore Maggio, sulla scia del famigerato dott. John Money, di bloccare lo sviluppo puberale dei bambini affetti da disforia di genere al fine di indirizzarli verso il “sesso giusto” costituisce una violenza inaccettabile che spacciata come innovativa soluzione terapeutica aggrava ancor più la situazione aggiungendo ulteriori e irreparabili traumi psicologici a questi poveri bambini trattati come cavie da laboratorio da medici senza coscienza. (L. G.)

Fonte: Corrispondenza Romana

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